Le chiaccherate non sono mai casuali. Prendi la persona che conosci meno, un momento in cui avresti dovuto avere da fare ed ecco che ti ritrovi quasi a psicanalizzarti, rimpastando ricordi del passato, percorrendo strade mentali che non frequentavi più. Da tempo.
E allora forse mi vien da pensare che aveva ragione chi ha detto che siamo come degli specchi, riflettiamo chi ci sta intorno, le situazioni tirano fuori da noi le cose, senza che neppure ce ne accorgiamo. Siamo davvero così tante cose che non tutte possono venir fuori assieme. Alcune sono così distanti fra loro che quasi ci sarebbe da stupirsi nel considerare che ci appartengono. Eppure non siamo in balia del vento come foglie del pomeriggio d’autunno, scegliamo, scegliamo cosa essere, o al massimo cosa non voler essere…
O almeno così crediamo, fino al momento in cui gli eventi non ci forzano a scendere a compromessi con le nostre convinzioni, marcando la strada dell’incoerenza. Chi può dirsi infatti sicuro che resterà sempre fedele al sé stesso che è adesso?
Alcune considerazioni al margine della giornata: Beltipo è un paccarolo
e l’Ensemble di Clarinetti Càlamus dell’Istituto Musicale Vincenzo Bellini è s-p-e-t-t-a-c-o-l-a-r-e…
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