Ora piove.
Puoi arrestare la pioggia?
Sono inzuppato fradicio. E mi ricorda un natale di 2 anni fa, uno scorcio di vita passata, in cui appesi il mio desiderio di Natale sull’abete allestito nell’atrio della stazione Termini. Così proteso in alto sembrava quasi potesse sussurrare lassù la mia preghiera. E lo fece. Il biglietto recitava "Che torni il sereno. Non può piovere per sempre". E si avverò: poco dopo fece anche troppo caldo, il sole più caldo che mi abbia mai scaldato. Ora quel sole non c’é più, perché le nuvole l’hanno coperto. O forse perché in un attimo di malessere l’ho rinnegato, stoltamente. La pioggia mi bagna ed il ricordo del sole la rende solo più insopportabile. Poi sbatto contro questo koan. E placa il mio malessere. Ora piove. E non posso arrestare la pioggia. Se non posso arrestarla ha poco senso affannarsi. C’é e ci sarà indipendentemente dai miei lamenti. E allora la lascio perdere. Lasciarla perdere significa diventare indifferenti alla pioggia. Diventando indifferenti non c’é più differenza fra pioggia e assenza di pioggia. In un certo senso, non c’é pioggia.
O forse è solo che sono così bagnato che neppure ci faccio più caso.
In ogni caso pur non potendo avere più il sole, mi cerco un luogo che almeno sia asciutto.
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