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Se un uomo non si accontanta di nulla e vede solo quello che manca, gli si potrebbe dare anche il mondo, il suo cuore non troverebbe comunque pace

— Jataka

Nuovo che apanza

Scritto da Mushin alle 0:19 del 4/07/2008

Foto: dizznbon

C’é qualcosa di poetico in un mondo che finisce. Credo che stia nel fatto che è davvero difficile discernere fra il momento in cui il vecchio muore e il nuovo nasce. Così difficile che in effetti "morire" e "nascere" sono due rozze esemplificazioni di una realtà molto più sfumata. Vedere qualcuno che si affaccia per la prima volta su quello che tu lasci, che ti ricorda il tuo entusiasmo. E nel frattempo essere consapevole che quello che tu lasci non esiste più, almeno non nei termini in cui tu l’hai vissuto, perché le esperienze le fanno le persone.

E’ un momento gravido. Gravido di cambiamenti che non puoi ancora dire che faccia avranno, ma che senti già scalciare dentro di te. E’ un momento in cui il futuro non è ancora nato, ma già lo senti crescere ed ingombrare dentro di te. Soprattutto è un momento in cui se trattengo il respiro, sento respirare qualcun’altro. Qualcun’altro che è lo specchio del mio cambiamento. Qualcun’altro che quando agita le palpebre dissipa le mie inquietudini.

Il nuovo che ingravida. Il nuovo che apanza.

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