In realtà questo era un lungo post. Molto sincero. Forse troppo. Alla fine l’ho guardato e mi sono visto come nudo allo specchio. Motivo per cui l’ho cancellato. Perché in effetti posso riassumerlo in poche parole: sto navigando a vista.
O peggio, a fiuto.
Ho tante cose che potrei fare stasera, alcune molto belle. Eppure mi stupisco rendendomi conto che ho voglia dell’unica cosa che non posso avere e non devo chiedere. E che sembrerebbe un semplice wadi rispetto al Rio delle Amazzoni che potrei avere.
Questo periodo allucinogeno è come la carta luccicante di un pacco inatteso: non sai ancora cosa ci sarà dentro, se ti piacerà o meno, se sarà giusto per te. Non puoi sapere se in realtà il pacco è vuoto. Eppure, niente può toglierti quella sensazione di sospensione che inizia quando i tuoi occhi iniziano ad accarezzare la carta e finisce quando le tue dita la feriscono.
Muoio dalla voglia di vedere che c’é dentro al pacco (per cui, come direbbe Flavio Insinna, rifiuto l’offerta e vado avanti).
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