E’ un periodo stranissimo. Ci sono periodi in cui gira malissimo, e ti senti sempre una cacca. Parimenti ci sono periodi in cui al di là di come gira, ti senti sempre su di giri, come consapevole che l’arrivo è dietro l’ultima curva. Chissà perché. E’ un periodo oggettivamente pieno di difficoltà, eppure inizio a sentirmi bene, bene, bene. A vedere le cose con la chiarezza del distacco.
Ma non è di questo che voglio parlare. La teoria che voglio rispolverare oggi è una di quelle di cui vado più fiero. L’ho chiamata il "Matrice dell’Am(o)dio". In poche parole è una matrice (per gli amici tabella) in cui le colonne rappresentano la dimensione "riuscire a stare con qualcuno", e su questa dimensione avremo due colonne: SI e NO. Le righe invece rappresentano la dimensione "riuscire a NON stare con qualcuno" ed anche queste sono due: SI e NO. Due righe, due colonne = quattro caselle. La prima casella risulta dall’incrocio fra "riuscire a stare con qualcuno" = SI e "riuscire a non stare con qualcuno" = SI. E’ il caso in cui stai con una persona ma non starci sarebbe uguale: l’indifferenza. Ci sei o non ci sei uguale. La seconda opzione risulta dall’incrocio tra "riuscire a stare con qualcuno" = NO "riuscire a non stare con qualcuno" = SI, è il caso in cui ti separi da una persona: separazione. Con te non riesco a starci, senza di te sto bene. La terza casella è l’intersezione fra "riuscire a stare con qualcuno" = SI e "riuscire a non stare con qualcuno" = NO, cioé essere persi per qualcuno: aria. Senza di te non posso stare. Fin qui nessuna novità, sono tre situazioni tipo molto comuni. Stai con qualcuno, non stai con qualcuno, ci stai tanto per fare qualcosa. Ma è la quarta casella quella più interessante. Quella per cui molti perdono il sonno e non solo quello. Intersezione fra "riuscire a stare con qualcuno" = NO e "riuscire a non stare con qualcuno" = NO: frittura. Cerebrale. E’ un momento di panico profondo in cui ti rendi conto che non riesci a stare con una data persona, ma senza ti senti perduto. Da sballarsi le sinapsi. Vi è mai capitato? A me si, una volta. E lo ricordo ancora.
In realtà spesso viviamo tutte le fasi per gradi. Per fortuna, a volte ci sono persone che ti fanno stare bene, incredibilmente e meravigliosamente. Ed è quando riesci a non avere aspettative su queste persone, che vivi le cose per come sono, e riesci a sfuggire al paradosso del bisogno. Mi sento fortunato.
Ah quasi dimenticavo: mi sa tutto molto di Aurora dei Foo Fighters…
Problemi con la zita a causa di internet? Nessuno ti capisce meglio di TrinacriaCamp
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