Ultimamente mi sono capitate discussioni differenti accumunate dalla critica al fatto che i Social Network non tutelerebbero la privacy. Oggi via Memesphere arrivo a questo post di un tale che dice che la blogosfera fa schifo e i blogger sono delle merde.
Alcune considerazioni:
Internet (e tutto quello che sta sul web) è un mezzo di comunicazione. Se lo scopo della vostra vita è la strenua massimizzazione della vostra privacy sto per fare una rivelazione sconcertante: il massimo della privacy si ha a computer spento. Se accendete il vostro computer avete smesso di credere alla favola della privacy. Se poi ti iscrivi ad un social network, considera che è fatto proprio per mantenere aggiornati i tuoi contatti sui fatti tuoi. Quindi se avete l’allergia alla fragola, non è colpa di chi ha fatto il gelato se avete scelto di comprarlo proprio fragola.
Il titolo dell’ennesimo post contro i blogger è istruttivo: no, non "state diventando pirla", lo siete già. Ma voi. Perchè è da pirla l’inferenza "siccome c’è un cerebroleso che usa il blog per dire stronzate, tutti quelli che usano un blog sono cerebrolesi che dicono stronzate". Se il diritto di esprimersi e la democraticità di un mezzo di comunicazione si misurano dall’intelligenza, sarebbero in pochi a parlare. E di certo non ci
starebbe il suddetto pirla.
La verità è che la critica, qualsiasi essa sia, deve essere fondata per essere utile. Critiche che si fondano sugli stessi elementi oggetto della critica, non servono. E questo sembra un paese pieno di critici di questo tipo. La verità è che Internet (e quello che ci sta dentro) è il media migliore che finora l’umanità abbia prodotto. Perché rende possibile il crowdsourcing, la possibilità di esprimersi avendo come interlocutore il mondo, la possibilità di verificare le informazioni senza doversi affidare ai fallibili media tradizionali (quelli si che sono un gran problema).
Ovviamente sono tutte potenzialità. Internet si può e si deve migliorare. E di certo uno strumento non è MAI neutro. Ma va giudicato per le sue potenzialità, gli utilizzi distorti e insulsi sono solo responsabilità di chi il media lo utilizza.
Insomma: nessuno vi costringe a comprare un computer e a sottoscrivere un abbonamento ad Internet. E’ una scelta. Come "vivere" online. E allora se pensate che sia tutto sbagliato, invece di sprecare tempo e millimetri di pelle sotto i polpastrelli, fatevi e fatemi un favore: disconnettetevi. E tornate in quello fogna analogica di vita reale che
vi ha insegnato a pensare a due dimensioni. Il mondo non sarà piatto. Ma il cervello di qualcuno sta ancora aspettando il suo Cristoforo Colombo.
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