Ho la sindrome di Disney. Mi prende all’improvviso ed inizio a pensare che tutto possa avere un lieto fine. Sembra quasi necessario, posto che nella tua testa tutto, anche gli errori, hanno una funzione cosmica precisa.
Cresciamo sentendoci dire che i buoni sentimenti vincono su tutto, che alla fine il cuore vince, che gli sbagli servono solo a renderci migliori. Ma tutto ha un costo. E la bella che sposa la bestia è solo una favola.
Una volta qualcuno ha scritto che ogni azione rivela sempre l’essenza di chi la compie.
Questa frase non significa che si può giudicare la gente, per quello che fa. Perché l’uomo compie azioni apparentemente contradditorie ed incoerenti, ma che in realtà sono connesse, perché noi siamo in continuo movimento, crescendo. Per giudicare qualcuno ti occorre sapere perché ha agito in quel modo, in un mondo dove le azioni sono come le risposte chiuse, a scelta fra un numero di opzioni che non hai predetermionato tu. Questa frase dice che ogni azione rivela l’essenza di chi la compie, ma non dice come la rivela. Un’azione può significare il contrario di quello che sembra. La maggioranza degli americani che fa vincere Bush, non ama Bush. Lo preferisce a Kerry, al nulla.
Dunque ricapitolando: ogni azione rivela sempre l’essenza di chi la compie. Ma non puoi giudicare una persona sulla base delle sue sole azioni, perché non sai se l’azione è prodotta da quello che tu ipotizzi. La stessa azione significa tante cose quante sono quelli che la pongono in essere. Quindi in definitiva, la grandiosità di questa frase risiede nel fatto che non vuole essere uno strumento per giudicare gli altri. Ma nel fatto che è uno strumento per giudicare se stessi. L’azione di giudicare gli altri, per come viene fatta, è in sé indice di chi sei. L’azione di tollerare o perdonare gli errori altrui, quelli che ti hanno fatto male, è indice di quanto tieni a quella persona. La frase serve solo e soltanto se applicata a sé stessi: le uniche azioni che possiamo comprendere dalla nascita alla morte, sono le nostre.
Ovviamente una frase è solo una frase, interpretarla (come in questo post) è solo un’azione. Che rivela qualcosa di quello che penso/sono. Ma che ancor di più rivela qualcosa di te, nel modo in cui accogli questa mia (interpret)azione…
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