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Mentre il maestro Hotetsu del monte Mayoku stava usando un ventaglio, venne un monaco e gli chiese: “la natura del vento non cambia: non c’é luogo dove non giunga. Tu allora perché usi il ventaglio?”. Il maestro rispose: “tu sai solo che il vento ha una natura che non muta. Però non sai la ragione per cui non c’é luogo ove non giunga”. Disse il monaco: “allora qual’é la ragione per cui non vi è luogo ove il vento non giunga?”. Al che il maestro semplicemente agitò il ventaglio — Storia Zen

Egoismo

Scritto da Mushin alle 7:20 pm del 6/06/2008 •

Oscar Wilde diceva: "Egoismo non è pretendere di vivere come ci pare, ma pretendere che gli altri vivano come pare a noi".

Questa frase trovo faccia luce su un malinteso di fondo del concetto di egoismo. E’ chiara la sua applicazione rispetto al concetto classico di egoismo: il caro Oscar ci dice "attento, non è egoismo seguire le tue inclinazioni, anche contro gli altri. Lo diventa nel momento in cui pretendi che gli altri agiscano in conformità a queste tue inclinazioni".

C’é un tipo di egoismo molto sottile, che se da un lato mi ha sempre affascinato, dall’altro mi ha sempre preoccupato. Perché è così difficile da evidenziare. E’ l’egoismo bastardo di chi si sente a disposizione degli altri. Di chi si prodiga per gli altri. Di chi ti inonda di cortesia e favori. Non si tratta di ipocrisia, sono azioni fatte col cuore. Eppure l’azione segue la soddisfazione di un proprio bisogno di sentirsi benefattori degli altri. Sono comprensivo perché ho un’idea di me, in cui mi vedo comprensivo.

Allora tutti gli altruisti sono in fondo degli egoisti? Neppure per sogno. Il punto non è appagare o meno il proprio desiderio più o meno consapevole, di essere benefattori di qualcuno. L’egoismo non sta qui. L’egoismo – e qui la differenza con l’altruismo – sta nel pensare che quello che io do agli altri sia quello di cui davvero gli altri abbiano bisogno. In altre parole, io sento la spinta filantropica verso di te, ma il bene che ti offro è la mia idea di cosa sia bene per te. E non mi sto ponendo minimamente il problema di chiedermi se in effetti è quello di cui hai bisogno, quello che chiedi, quello che vuoi tu.

Aiutare qualcuno o aprirsi al servizio di qualcuno, implica lasciare agli altri la facoltà di determinare cosa è bene per loro. Altrimenti è solo una forma complessa e velata di egoismo. Una banale autosoddisfazione. Un filantropismo unilaterale che si distingue dalla tirannia solo perché ha un sorriso sulle labbra.

Non c’é peggiore egoista di chi vuole aiutarti prospettandoti una sua idea di come farlo e di cosa sia bene per te. Senza neppure starti a sentire.

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