Sarà che nessuno ha il manuale del perfetto essere umano. Sarà che è fisiologico. Si tratta di cose normali, di mera legge di causa-effetto: se ti sbucci il cuore allora ti farà male. La verità è che ci sono già passato, e allora era peggio perché non sapevo neppure che si sopravvive. La verità è che non sono più convinto come allora, che l’amore sia assoluto, credo piuttosto sia un’occasione, e persa una, prima o poi ne arriverà un’altra. La verità è che non credo di aver bisogno di qualcuno in particolare. La verità è che stare da soli ha anche i suoi pregi. La verità è che fra qualche settimana neppure si rischia di sbatterci contro.
Eppure la verità è anche che nonostante sia convinto di tutte le cose sopra nella mia mente non trovano spazio né i difetti né i problemi. Non ricordo quasi neppure come sono arrivato a questo punto. Ricordo solo sorrisi, risate, abbracci. Forse è solo perché lo stronzo sono io. Nonostante io sappia che mi basta chiudere quella porta per sbattere fuori ogni residuo di te, e nonostante sappia che è quello che vuoi, nonostante sappia che andando avanti tutto questo passerà, nonostante io sappia che la mia felicità non dipende da te, nonostante tutto questo, continuo a socchiuderla quella porta, tergiversando.
Forse la semplice verità è che sono patetico, indeciso, doppiogiochista, opportunista, irrimediabilmente stronzo e geneticamente insoddisfatto. O forse, semplicemente sono solo un normale essere umano che ha smesso di cercare qualcuno che gli dia la felicità nella vita per dedicarmi a trovare qualcuno con cui viverla, la felicità.
Due cose reputo certe: la prima è che nella vita è tutta una questione di pesare le cose, ed ogni bilancia – come ogni situazione – è fatta di due piatti. Non puoi pensare di pesare solo il cumulo di cose sbagliate. La seconda è che voler stare con qualcuno non è solo una questione di occhi che brillano quando ti ci specchi. Ma prima di tutto avere voglia di avere quel qualcuno accanto anche quando ti lancia contro i suoi difetti e le sue nefandezze. Essere innamorati di qualcuno finché è come tu vuoi, è come la notte in cui tutte le vacche sono nere. L’assenza di perdono o comprensione, il vedere tutto solo e sempre dalla propria prospettiva, è solo egoismo.
La porta è ancora socchiusa. Non mi faccio illusioni, e sono certo che la chiuderà il vento, o qualcuno dietro di sé, dopo che la voglia di entrare lo avrà spinto a sfidare il destino in agguato in quella fessura impercettibile fra porta e muro.
NB Non sto scaricando niente su nessuno. Sto solo pensando a voce alta, a beneficio (?) di chi ama farsi i cazzi miei, senza venirmeli a chiedere di persona.
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