Si dice che l’adolescenza sia fatta di sapori forti. E’ il periodo della scoperta, della grande Scoperta, quella con la S maiuscola. Tutto è nuovo, forte, colorato. Poi arriva la maturità, che però significa spesso impastarsi la bocca di compromessi, vivere in una quotidianità insipida.
Uscire dall’estremismo dell’adolescenza è un bene. Si impara a discernere i colori, i gusti, scopri le sfumature. Apprezzi e percepisci nuove prospettive di forme che pensavi di conoscere già. Il grigiore della routine, lo scolorirsi della realtà è solo l’effetto di chi non riesce ad evolversi. Un po’ come continuare a mangiare omogeneizzati a 40 anni e avere il coraggio di stupirsi del fatto che non ci stimolano di piacere come quando avevamo 6 mesi.
Una delle cose che ho imparato a conoscere meglio uscendo dall’adolescenza, è la felicità. Ho scoperto che ha un sapore delicato, non forte. Ho scoperto che non predilige una vita vissuta parlando con la bocca piena, ma dalla capacità di saper attendere il giusto attimo. Ho scoperto che non si cucina con i due ingredienti preferiti, ma è un piatto in cui occorre bilanciare in armonia tutte le componenti, in cui anche i sapori singolarmente sgraditi hanno un loro ruolo importante. Ho scoperto che non è fatta di colori forti che si contrappongono a colori deboli, ma di tonalità che sfumano lentamente l’una nell’altra. Ho scoperto che non è qualcosa da possedere, ma qualcosa da costruire. Ho scoperto che la felicità non urla, preferisce il silenzio di un sorriso. Non ostenta, perché è naturale.
Ho scoperto di essere felice nel momento in cui apprezzo la bellezza che mi circonda, gli stimoli che mi piovono addosso. Ho scoperto che la felicità non è qualcosa che ti annaffia come una benedizione, ma è l’atto di innaffiare tutto quello che ti sta intorno con il tuo amore per l’esistenza. Ho scoperto che riflettersi in un paio di occhi può essere meraviglioso, ma per quanto bello possa essere lo specchio, ti ritorna indietro quello che gli offri.
Ho scoperto che ci sono cose in grado di darti la sicurezza per camminare spedito lungo questo filo teso sopra il burrone che è la felicità. Queste cose, non ti impediranno di cadere giù se perdi l’equilibrio. Nè di farti molto male. Ma sono la mano salda a cui aggrapparsi per risollevarsi dopo ogni caduta.
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