Scritto da Mushin alle 7:14 pm del 28/07/2007 •
"Si può provare molta paura, paura giustificata. C’é gente che muore di fame in America. Le mie traversie economiche non sono circoscritte agli anni cinquanta: a metà degli anni settanta ancora non riuscivo a pagare l’affitto e non potevo permettermi di portare Christopher dal dottore, né di possedere un auto o il telefono. Nel mese in cui Christopher e sua madre mi lasciarono, guadagnai 9 dollari, e in fondo da allora sono passati solo 3 anni. [...] Nel 1971 dovevo letteralmente andare a pietire il cibo dagli amici. Badate bene: non cerco simpatia. Voglio solo dirvi che le vostre crisi, le vostre traversie – ammesso che vi troviate a viverne – non dureranno all’infinito, e voglio che sappiate che potete farcela grazie al vostro coraggio, al vostro spirito e al puro impulso vitale. Ho visto ragazze di strada totalmente prive di istruzione sopravvivere a orrori indescrivibili. Ho visto i volti di uomini con il cervello bruciato dalle droghe, benché ancora abbastanza lucidi da rendersi conto della situazione; ho osservato i loro goffi tentativi di resistenza contro ciò cui è impossibile resistere. [...] Kabir, un poeta sufi del quindicesimo secolo, ha scritto: "se una cosa non l’hai vissuta, non è vera". Dunque viviamo, ossia percorriamo la strada fino in fondo! Soltanto allora potremo capire e non lungo la strada" (Corsivo mio).
Philip K. Dick, Introduzione a The Golden Man (1980) in Vita Breve e Felice di Uno Scrittore di Fantascienza
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