Oggi ho dato una possibilità ad una persona. Una persona che chiunque al mio posto avrebbe stroncato. Una persona con un sogno, un sogno che i più, me per primo considerano utopia. Un’utopia nell’obiettivo ed anche nel modo in cui questa utopia viene espressa e comunicata. Senza futuro.
Forse sono stato troppo buono. Però ho visto tanta buona volontà e di più, dedizione oltre ogni possibilità di riuscita verso il proprio sogno. Squinternato, scoordinato, inadeguato. Eppure, chi non ha mai avuto un sogno? Chi cercando di dargli vita non è stato stroncato ferocemente da tutti? I pochi che su questo pianeta hanno realizzato il proprio sogno, pagandolo col sudore e con le lacrime, non erano diversi dalla persona che ho incontrato oggi. Alcune delle idee più rivoluzionarie e dei sogni più arditi non erano altro che strampalate visioni.
E allora la differenza non sta forse solo a posteriori? C’é chi a furia di vedere i propri sogni presi a sassate e sfracellati al suolo, si arrende. Molla. E accetta una realtà fatta di sogni abortiti perché inadatti a vivere. E poi ci sono pochi, pochissimi che dopo ogni fallimento ritentano cercando di migliorarsi per vedere quei sogni crescere, camminare, volare. E’ un riprovare irrazionale e folle, ripetitivo e convulso. Ma è da questa testardaggine che il mondo viene cambiato. E allora il motivo per cui ho assegnato una chance, è solo che la mia personalissima opinione non se la sente di misurare i sogni. Potevo impedire a quella persona un’occasione di esprimersi, di mostrare il suo sogno. Forse sarà massacrato impietosamente, però avrà avuto un’occasione di mettersi in gioco.
Il problema non è essere sconfitti. Ma non avere neppure l’opportunità di giocarla, la propria partita.
Ricordati che devi morire. E che prima devi venire al TrinacriaCamp.
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