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La felicità non è un bene che si moltiplica in cattività, né una cosa che diminuisce allorché viene data. Al contrario: è soltanto seminando felicità che riusciremo ad accrescere la nostra quota — Henry Drummond

Volevo la Cuccagna, Ma Era Insipida.

Scritto da Mushin alle 1:29 am del 13/07/2009 •

Eppure ne avrei mangiate 100 di cuccagne insipide, ma non ti posso dire il motivo. Anche se, in fondo, secondo me lo sai. Perché mi hai sempre letto con estrema facilità, e questo mi ha sempre fatto sentire nudo ieri e invisibile oggi.

Sento che ho un tappo dentro. Forse lo ignoro da un po’ ed è per questo che la pressione sale. Da un lato ho voglia di parlare, di tirare fuori la delusione degli ultimi mesi, la rabbia che mi ha dato la grinta per andare avanti.

Vorrei soprattutto abbattere questo muro invisibile che mi sta impedendo da un po’ di riuscire a dire alle persone quello che penso di loro, vorrei superare questa impotenza sentimentale che mi fa morire dentro tutte le belle sensazioni che provo, anche se sono di passaggio.

Vorrei riuscire ad esprimere la gratitudine per aver trovato un sorriso che mi scalda e mi tiene impegnato nell’esercizio di accenderlo. Vorrei essere in grado di recuperare un’intimità persa, forse oggi tanto inopportuna quanto desiderata.

Vorrei tornare a sentire le piccole cose, ad ascoltare con attenzione i ritmi più lenti, vorrei tornare a sentirmi quieto dentro. Invece sono bloccato in un viaggio a folle velocità dove l’oggi è solo il passato di domani. E dove l’importante è andare avanti perché dopo un passo falso l’unico modo per restare in piedi è sforzarsi di poggiare ancora i piedi, non importa dove, al costo di una danza butoh. Chi si ferma crolla.

In estrema sintesi per una volta vorrei che qualcuno fosse in grado di rassicurarmi, di farmi penetrare fin dentro le ossa il calore di un abbraccio, e di dirmi “non preoccuparti, per una volta ci penso io e non ti costerà altre cicatrici”. Vorrei sentire davvero l’insostenibile leggerezza dell’essere, invece di trascinarmi il peso altrettanto insostenibile di quello che vorrei evitare di essere per paura di sbagliare o di essere giudicato perdendo le persone che amo.

Non è da me tutto questo. Eppure sono io a farlo. Quindi è da me. Forse ho solo bisogno di abbracciare senza esitare questa sana rivoluzione che mi ha strappato al vecchio. Ho forse ho solo bisogno di tempo per digerire questo nuovo.

Oppure ho semplicemente necessità di scrivere forse, senza sforzarmi per una volta di dare e darmi certezze, di essere responsabile, quello affidabile, quello che sceglie.

Forse è solo il caso di fottermene un po’. Ma non ci riesco ancora.

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5 Commenti to “Volevo la Cuccagna, Ma Era Insipida.”

  1. Anonimo il 13 July, 2009 alle 9:26 pm ha scritto:

    E’ la compagnia che fa la cuccagna. Di un desiderio segreto che non può nascondersi agli occhi di chi ti legge in trasparenza, mentre credendo ingenuamente di essere non visto ti spogli davanti ad altri occhi davanti ai quali pensi di essere già nudo.. ma non è così. Cuccagna al veleno per chi non può gustarla ma nel frattempo muore ogni giorno di più ad ogni morso. Perchè in fondo a quella pinta sotto ce n’è un’altra.
    Regalati l’insostenibile leggerezza dell’essere ONESTO con te stesso. Prima di cercare il TUO riflesso in occhi altrui che non possono sostenre il tuo sguardo..guardati allo specchio.
    TU SEI L UNICA CERTEZZA CHE VALE LA PENA DI TROVARE.

    Buona estate. Chiunque tu sia.

  2. Mushin il 13 July, 2009 alle 9:36 pm ha scritto:

    @ Anonimo:
    Il commento sopra era stato scritto a mio nome. Lo trovo di pessimo gusto per cui ho rettificato.

    Lo trovo di cattivo gusto perché:

    1) E’ stato fatto senza altro motivo che quello di celare l’identità di chi l’ha scritto. In questo caso si può usare uno pseudonimo senza fingersi qualcun altro generando confusione in chi legge e “prendendo in prestito” l’identità di qualcun altro.

    OPPURE

    2) E’ stato fatto con un motivo, e qualsiasi dei possibili significati che questo gesto voleva assumere, resta comunque un atto egoico smisurato: trovo arrogante che qualcuno possa anche solo pensare di parlare come se fossi io. E’ incredibile che qualcuno abbia a pensare di poter correggere un mio pensiero su me stesso.

    Semplicemente: ridicolo. Questo in quanto al metodo.

    Quanto poi al merito del commento, semplicemente non sono d’accordo. Io mi conosco, se tu che scrivi non mi conosci, allora forse sarebbe meglio evitare di lanciarti in interpretazioni che puntualmente diventano improbabili.

  3. ..Amico mio (magari su questo poi ci si “torna bene”)..adoro leggere le tue riflessioni e mi capita frequentemente di farlo..forse sta diventando un vizio!!ma non sempre lascio un commento..anche perche’ non sempre e’ necessario..sara’ il momento che sto attraversando, che conosci, che mi trascina su una soglia tagliente di vedo non vedo, sento non sento, ma trovo queste parole come dettate da me, come se, tornati bambini a collezionare i tappi delle bottiglie, adesso collezionassimo stati d’animo in un amicizia simbiotica..anche se una brutta bestia si traveste di lontananza e tante cose perdono di magia e di condivisione..ma cio’ che e’ stato costruito su basi solide resta..oggi vorrei riaccendere questa luce, non mi basta che3 sia soffusa, la voglio bianca accecante, “Vorrei tornare a sentire le piccole cose”..e mi rendo sempre piu’ conto che in certi casi non sono gli altri a non trasmetterle ma io a non percepirle, terribile, avere paura delle proprie emozioni, che proprio per la stessa paura si stanno li dove le piccole cose cercano di entrare ma trovano tutto sbarrato..”Chi si ferma Crolla!!”..e poi..nel momento subito dopo la caduta quando c’e’ una mano che tira verso l’alto..la paura di sbagliare, di essere giudicati, di non essere capiti..non riesco ad accettare questo pensiero..non se e’ riflesso dalle persone che amo e su cui spendo tutte le mie energie..”Forse e’ solo il caso di fottermene un po’??..”..anche se, “fottersene”, “forse”, permette piu’ di girare attorno all’ostacolo..FORSE PERO’!!!..
    A Presto

    Alessandro

  4. Mushin il 21 July, 2009 alle 12:03 pm ha scritto:

    Certe cose cambiano, ma altre non cambieranno mai.

    Sull’aggirare l’ostacolo amo ricordare questa citazione di Proust:

    Non riusciamo a cambiare le cose secondo il nostro desiderio, ma gradualmente il nostro desiderio cambia. Non abbiamo saputo superare l’ostacolo, come eravamo assolutamente decisi a fare, ma la vita ci ha condotti di là da esso, aggirandolo, e se poi ci volgiamo a guardare il lontano passato, riusciamo appena a vederlo. Tanto impercettibile è diventato.

    La trovo meravigliosa perché ricorda che ogni situazione ha almeno due possibili interpretazioni. E questo significa che c’é sempre una via d’uscita che trasforma i punti di debolezza in punti di forza.

    Ovvero: ogni ritirata è anche un’avanzata in un’altra direzione :)

  5. Al' il 22 July, 2009 alle 12:37 pm ha scritto:

    Davvero bella e ricca di speranza l’interpretazione di Proust..mi riporta ad una frase di B.P. che puo’ sembrare banale ma per me ha un significato molto profondo: “Quando la strada non ce..inventala!”:)

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