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In modo infantile come un bambino che piange perché non può afferrare la luna, si comporterebbe colui che si dispera per un morto

— Jataka

Verde

Scritto da Mushin alle 8:50 del 6/08/2014

E quindi parliamone.
Parliamone di quanto sia folle questo rincorrere. Traguardi, che diventano partenze. Mancanze, che non sono assenze. E in questo cammino scontrarsi e decidere di muoversi insieme. Senza alcuna meta, per un po’ senza sentirsi metà. Per vedere se così la corsa può diventare passeggio, riposo più che risparmio. E scoprire che invece il cammino accelera come i battiti del cuore al serrarsi delle mani. Domani, dobbiamo sempre pensare a domani. Rottami di ieri da digerire, giuramenti da rinverdire, imprecazioni da ribadire. E in tutta questa rivoluzione in tondo, fermarsi. Davanti ad un sasso, immoto senza più acqua intorno. E ricordarsi di quando fu la tua mano, a lanciare il sasso. In quello stagno che oggi, ripete le onde solo nella tua mente. Buonanotte passato, ovunque tu sia morto. Con il tuo corpo vesto il presente per lasciarlo assomigliare al futuro.

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