La lettera che segue mi è arrivata via email, l’autore è una persona che stimo e che curiosamente esprime una posizione che condivido al 100% pur partendo da una prospettiva diametralmente opposta. La lettera è una risposta alla decisione del sovraintendente Fiumefreddo di esporre un enorme crocifisso sulla facciata del più grande teatro catanese, il Teatro Massimo Bellini (anche questa decisione è a sua volta una risposta alla sentenza di questi giorni della Corte di Giustizia Europea).
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Caro Antonio,
ti prego, togli la croce dalla facciata del Teatro Bellini!
Non so cosa ne pensano preti e vescovi della tua iniziativa, come dell’altra di consacrare il teatro alla Madonna, ma, conoscendo l’humour clericale, credo che, sotto i baffi, si stiano facendo una bella risata; e anche Cristo, dall’alto dei cieli, vedendosi appeso fra Violetta e Norma stia sussurrando: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.
La croce, caro Antonio, non si appende alle pareti; i cristiani sanno che si carica sulle proprie spalle per incamminarsi con essa dietro Gesù Cristo. Il Vangelo è una cosa seria. Un luogo come un teatro, a prescindere da ciò che accade all’interno delle sue mura non è il più adatto per metterne in evidenza le esigenze.
Il Crocifisso è il simbolo della fede. Non è un simbolo culturale o un collante di identità etniche e nazionali. Ridurlo a questo vuol dire depauperarlo, svuotarlo, impoverirlo di significato; ed è quello che è esattamente avvenuto: abbiamo aule scolastiche e aule di tribunali piene di crocifissi appesi al muro e vuote di cristiani, veri ed autentici…
Per favore, togli Cristo dai muri del teatro! Credimi! Non è a suo agio!
Con cordialità!
Salvatore Resca
vice parroco dei Santi Pietro e Paolo
Via Siena, 1 Catania
Nessun pensiero simile
Quando c’è ostentazione, c’è sempre sotto qualcosa che puzza!
[...] su petti villosi e tra tette in mostra, ma ci siano anche altri che condividono e fanno proprio il pensiero di questo prete: “Il Crocifisso è il simbolo della fede. Non è un simbolo culturale o un collante di [...]
In effetti sulle nostre pareti ce ne sono talmente tanti che non li notiamo neanche. Meglio pochi ma buoni si suol dire..
Toglieranno pure gli assorbenti dall’esposizione, per non urtare la sensibilità delle donne in menopausa, e naturalmente il barocco da tutti i palazzi, per non rovinare in gusto dei decostruzionisti. Ed ancora, le insegne dalle strade, per non rovinare lo spettacolo ai ciechi.
Mi sembra la strada giusta: piuttosto che creare uno stato laico – che ce ne sia bisogno non lo so, ma si può discutere – partiamo dalle briciole.
Un po’ come decidere di uccidere un uomo, tagliandogli un dito del piede: lo si fa solo gridare dal dolore.
M.