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Tutte le astrazioni sono astrazioni della natura. Le astrazioni liberano il potenziale del mondo materiale. Eppure l’astrazione riposa sulla qualità più curiosa del mondo: l’informazione. L’informazione può esistere indipendentemente da una specifica forma della materia, ma non può esistere senza alcuna forma materiale. E’ a un tempo materiale e immateriale. L’hack dipende dalle qualità materiali della natura, eppure rivela qualcosa che è indipendente da una forma specifica della materia. E’ a un tempo materiale ed immateriale. Esso rivela la virtualità immateriale del materiale, le sue qualità informative — Wark McKenzie

Sui Crocifissi Condivido l’Opinione di un Prete

Scritto da Mushin alle 6:07 pm del 5/11/2009 •

La lettera che segue mi è arrivata via email, l’autore è una persona che stimo e che curiosamente esprime una posizione che condivido al 100% pur partendo da una prospettiva diametralmente opposta. La lettera è una risposta alla decisione del sovraintendente Fiumefreddo di esporre un enorme crocifisso sulla facciata del più grande teatro catanese, il Teatro Massimo Bellini (anche questa decisione è a sua volta una risposta alla sentenza di questi giorni della Corte di Giustizia Europea).

—-

Caro Antonio,

ti prego, togli la croce dalla facciata del Teatro Bellini!
Non so cosa ne pensano preti e vescovi della tua iniziativa, come dell’altra di consacrare il teatro alla Madonna, ma, conoscendo l’humour clericale, credo che, sotto i baffi, si stiano facendo una bella risata; e anche Cristo, dall’alto dei cieli, vedendosi appeso fra Violetta e Norma stia sussurrando: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.
La croce, caro Antonio, non si appende alle pareti; i cristiani sanno che si carica sulle proprie spalle per incamminarsi con essa dietro Gesù Cristo. Il Vangelo è una cosa seria. Un luogo come un teatro, a prescindere da ciò che accade all’interno delle sue mura non è il più adatto per metterne in evidenza le esigenze.
Il Crocifisso è il simbolo della fede. Non è un simbolo culturale o un collante di identità etniche e nazionali. Ridurlo a questo vuol dire depauperarlo, svuotarlo, impoverirlo di significato; ed è quello che è esattamente avvenuto: abbiamo aule scolastiche e aule di tribunali piene di crocifissi appesi al muro e vuote di cristiani, veri ed autentici…
Per favore, togli Cristo dai muri del teatro! Credimi! Non è a suo agio!

Con cordialità!

Salvatore Resca
vice parroco dei Santi Pietro e Paolo
Via Siena, 1 Catania

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4 Commenti to “Sui Crocifissi Condivido l’Opinione di un Prete”

  1. alida il 5 November, 2009 alle 6:40 pm ha scritto:

    Quando c’è ostentazione, c’è sempre sotto qualcosa che puzza!

  2. [...] su petti villosi e tra tette in mostra, ma ci siano anche altri che condividono e fanno proprio il pensiero di questo prete: “Il Crocifisso è il simbolo della fede. Non è un simbolo culturale o un collante di [...]

  3. In effetti sulle nostre pareti ce ne sono talmente tanti che non li notiamo neanche. Meglio pochi ma buoni si suol dire..

  4. Marcuccio il 8 November, 2009 alle 3:37 am ha scritto:

    Toglieranno pure gli assorbenti dall’esposizione, per non urtare la sensibilità delle donne in menopausa, e naturalmente il barocco da tutti i palazzi, per non rovinare in gusto dei decostruzionisti. Ed ancora, le insegne dalle strade, per non rovinare lo spettacolo ai ciechi.
    Mi sembra la strada giusta: piuttosto che creare uno stato laico – che ce ne sia bisogno non lo so, ma si può discutere – partiamo dalle briciole.
    Un po’ come decidere di uccidere un uomo, tagliandogli un dito del piede: lo si fa solo gridare dal dolore.

    M.

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