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E’ più difficile disintegrare un pregiudizio che un atomo

— Albert Einstein

Singing in Via Niccolini

Scritto da Mushin alle 1:39 del 30/11/2010

Stasera tornando a casa cantavo. Ricalcavo con la voce «Una Giornata Uggiosa» di Battisti. E mi è tornato in mente un momento che ho immortalato in un post, che guarda caso è vecchio di poco più di un anno. Il post in questione parlava di una sera che rientrando a casa cantavo1. Era un momento simile a questo: un futuro pieno di nebbia, navigazione a braccio, tutto quello su cui avevo investito era svanito, ero arrabbiato e deluso. Ma non quella sera.

Oggi come allora non ho un motivo per essere felice. Ma pian piano passa il motivo per essere arrabbiato. E’ l’insieme di piccole cose: volti nuovi, piccoli traguardi, progetti abbozzati e un po’ figli del caso. E’ sentirsi un attimo leggeri, come qualche mese fa. La leggerezza di chi ha posato un attimo a terra il fardello e si gode la pausa senza tempo durante un cammino impegnativo.

L’anno si sta chiudendo e si porterà via cose che ho amato profondamente. L’anno si sta aprendo con la consapevolezza che so amare profondamente. Con tutte le paure e le incertezze di sempre, perché quelle sono sempre la, ma anche con la serenità di chi ha imparato a metterle sul piatto gridando ‘all in’ con un sorriso b(l)effardo.

Cosa succederà non lo posso sapere. Un anno fa in quel post mi chiedevo: vale la pena di smettere di sognare solo perché ci si dovrà svegliare? Oggi mi chiedo: è davvero così impossibile far crescere il sogno nella veglia?


  1. Allora ero ospite in Via Farini da un caro amico []

1 Commento to “Singing in Via Niccolini”

  1. ..mi sento perfettamente in linea di pensiero ; )

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