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E se volete conoscere Dio, non siate solutori di enigmi. Guardatevi piuttosto intorno, e lo vedrete giocare con i vostri bambini

— Khalil Gibran

Scegliere

Scritto da Mushin alle 1:45 del 11/03/2016

A prima vista sembrerebbe che scegliere sia una questione di capire. Capire le opzioni, valutarne le conseguenze. Selezionare la migliore opzione possibile.

Stronzate. Se avete mai guardato da vicino le scelte, converrete con me che non è così. Affatto. Del resto se bastasse questo sarebbe un mondo pieno di saggi felici.

Per qualcuno la scelta è una lotteria: se non possiamo davvero conoscere tutte le conseguenze e ponderare bene tutte le alternative, allora è come lanciare una moneta. Tanto vale non stare troppo a pensarci su e lasciare che sia davvero testa-o-croce a decidere. Ma non funziona neppure così.

È molto peggio.

Scegliere è un salto, abbiamo il pieno controllo delle forze che ci fanno staccare da terra, ma non sappiamo bene dove atterreremo. Sappiamo solo che atterreremo. Abbiamo iniziato qualcosa senza poter sapere esattamente come finirà.

Da studente di Scienze Politiche ebbi l’impressione che non ci fosse nessuna domanda a cui Kant non avesse trovato una risposta. Una delle domande più affascinanti riguarda la legittimità di una rivoluzione. È legittimo rovesciare un sistema preesistente, prendendone il posto? Ebbene Kant dice: qualsiasi rivoluzione, a prescindere dal motivo che l’ha generata, è illegittima. E come tale merita di essere soffocata dal sistema di cui viola le regole.

Però: se la rivoluzione ha successo nel rovesciare il sistema, ecco che ne instaura uno nuovo. In virtù del quale la rivoluzione stessa diventa legittima. 

Il motivo per cui scegliere è complicato non è la difficoltà di azzeccare una risposta. Ma il sapere che la risposta potrebbe cambiare la domanda. 

Tutte le scelte che abbiamo fatto nel passato sono legate insieme, tenacemente. Esse contengono il futuro. Ma non come un vaso, che posso mandare in inutili frantumi. Sono un seme. Che quando si rompe mostra solo fame di nuove primavere. 

Se rompere un equilibrio ne crea uno nuovo, allora non ha senso chiedersi se tale rottura sia giusta. Perché quando sarà avvenuta, diventerà giusta. Come il seme che abbandonato alla deriva dall’albero, diventa esso stesso albero.

Scegliere è come mettersi in cammino con una meta in mente: l’unica cosa garantita è il viaggio.

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