Una strada liscia. E’ larga e lunga. Chilometri e chilometri di spazio che diritto punta in una sola direzione senza alcuna meta visibile. La percorri a grande velocità. Ma è come se fossi fermo: assuefatto alla velocità a correre sembra essere tutto tranne te.
Finché non becchi una scaffa.
Una piccola imperfezione di quel solido e monotono manto che per chilometri si è srotolato sotto di te con discrezione. Basta un attimo e ti risvegli dal torpore. Un attimo che ti sconnette da ore e ore passate senza consapevolezza a scivolare con grande velocità verso una meta che prima o dopo arriverà, ma non ora.
Una vita a grande velocità verso importanti mete che si susseguono una dietro l’altra come le cime di una cordigliera o le vertebre appena abbozzate sotto una pelle che invita a sciare con le dita. Così importanti le mete e così veloce la vita che tendi a perdere la connessione. La focalizzazione sul dettaglio tende a farti perdere il quadro d’insieme. Fino alla piccola scaffa, una vetrina in un posto affollato che restituisce la tua immagine. Solo con te stesso in un luogo affollato da decine di persone sole con se stesse. Con musica che ti tiene compagnia. Cibo che accompagna più il tuo cervello che le tue papille. Colori confortevoli e vita intorno. Obbediente alla suprema legge dell’Universo: l’osmosi. Tutto fluisce dal luogo in cui abbonda a quello dove scarseggia. Lo yang insegue lo yin.
E così una vita veloce non può che correre. Verso la prossima scaffa.
ciao! per caso conosci un certo daniele di roma? è in una comunità, e conobbe anni fà un ragazzo di cui poi perse traccia…ma si faceva chiamare mushin…se i tu?
@ greta:
No e no
Ovvio, o forse no?
La mia mente ha iniziato così a ragionare su quello che hai scritto portandomi a fare delle considerazioni e conclusioni che mi sono servite e piaciute. Che mi hanno reso un po’ più felice. Perché quando riesco a ragionare, a “parlare” con me stesso riuscendo ad arrivare ad una conclusione provo un gran piacere. Solitamente però deve essere qualcuno ad avviare il processo.
Mi accade spesso leggendo quello che scrivi. Complimenti, lo stile è stupendo,intelligente e mi ricorda molto la filosofia.
Io adoro la filosofia.
Sono d’accordo e me ne ero già accorto, anche se poi ero ripartito a percorrere la strada.
E infatti mi chiedo come fai a fermarti se è proprio quando ti fermi che stai male? Si è davvero soli o si può percorrere la strada insieme ad altri?
Grazie per il blog.
Christian.
@ Christian:
Grazie a te Christian