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[…] e compresi, in un certo senso, cos’é l’amicizia. E’ una presenza che non ti evita di sentirti solo, ma rende il viaggio più leggero

— David Trueba

Onde

Scritto da Mushin alle 17:24 del 22/12/2010

Come onde, ogni retrocedere è solo primavera di un nuovo avanzare. Come onde, su e giù, spostano un poco alla volta. Come onde, tra alti e bassi sei nato montagna e morirai sabbia, un granello per volta. Niente ferma le onde.

Se oggi, in questo istante si fermasse il tempo, a un metro dal mare su questa spiaggia da cui scrivo, allora e solo allora forse certi pensieri troverebbero ancora posto nel mondo. Orfani di una stagione che non esiste più, come le onde vanno indietro solo per tornare avanti. Finché soffierà il vento, finché esisterà il mare, ogni volta che finirò il burro, una ninna nanna mi parlerà ancora di valli senza ombra e colli senza erba, di mani che intrecciano destini e sguardi che bruciano silenzi.

Ma il tempo, non si ferma, scorre come un fiume dai tetti del mondo fino al mare. Un altro mare, un nuovo lido. Carico di promesse che seducono la vista svelandosi all’occhio del marinaio un centimetro alla volta, come leghe di un viaggio fatto con gli occhi, percorrendo distanze che stanno nel palmo di una mano.

Vorrei, vorrei, ardendo vorrei, ma neppure io so bene cosa. Vorrei sentirmi di nuovo a casa, fare di nuovo le onde, come il mare  sulla sua spiaggia.

Ma, Orfeo insegna che non ha senso scendere agli inferi, se poi non sai resistere alla tentazione di voltarti indietro.

E come le onde, avanti e indietro continuo a mangiare gli ingombri del tempo sulla mia spiaggia, per fare posto a nuove meraviglie.

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