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Coloro che sfidano lo stato, che sfidano la violenza con la violenza, coltivano sempre il desiderio reattivo di diventare ciò che si trovano di fronte

— Wark McKenzie

Non c’é stella senza buio.

Scritto da Mushin alle 12:35 del 6/01/2009

La vista si appanna, l’udito si affievolisce. La pelle gelida è insensibile. Il naso è chiuso e lingua saldamente incollata al palato. Eppure tutto è accecante frastuono, calore insopportabile, odore irritante e voce troppo alta. E’ un blocco. Smetto di sentire il mondo fuori di me, ma non è pace. E’ isolamento, è esplosione incontrollata di un mondo, dentro. E’ il mio Mister Hyde che reclama il suo corpo, il mio Ade che chiede la sua Persefone.

Chiudere, chiudere tutto. Cercare di calmarsi, non di resistere. Certe cose si navigano non si ostacolano. Ma la paura è tanta, e ti fa sentire solo come una stella immersa nel freddo vuoto della perenne notte. In fondo la stella sa di essere luce proprio perché vive perennemente assediata dal buio.

Sento i calci di qualcosa di incontrollato che mi accompagna sempre, e che adesso cerca di disarcionarmi. Sento il calore che scorre dentro, il calore di questa cieca energia, che vuole solo deflagrare, investire tutto, senza chiedersi cosa sia giusto, opportuno, buono, rispettoso. Vuole esistere così com’é fregandosense di ogni impatto. Vuole avvolgere tutto e incenerire qualsiasi cosa riesce.

Questo vuol dire che qualcosa al momento non è in sintonia. Non so cosa sia. Ma so che c’é. E allora di corsa, a fondo, un tuffo incontro al problema, ad una vita che mi fa domande per cui serve trovare risposte.

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