L’altra faccia delle nuvole è quella a cui non pensiamo quando richiamiamo alla mente il loro candore. O quando puntiamo minaccioso il naso al cielo in un gesto che a ragione rende difficile tenere chiusa la bocca.
L’altra faccia le nuvole te la mostrano se voli oltre, più in alto. E da quella posizione ad essere celata è la faccia consueta.
Non puoi guardare entrambe le facce simultaneamente. E in fondo neppure la nuvola potrebbe: lei è tutto insieme.
Alla stregua di una nuvola siamo noi. Ad osservare bene le persone esse sono un miracolo. Stupefacente quanto il gioco di prestigio di un bianco che senza fili galleggia nel nulla.
E più delle nuvole ha facce l’essere umano. Alcune difficili da conoscere, altre più immediate. Ma impossibile sarebbe osservarle tutte simultaneamente.
E così appare strano questo processo: più lati conosci di una persona, meno ti sembra di afferrarla nella sua interezza. Persino noi anneghiamo nella nostra stessa complessità: viviamo tutti i lati della nostra persona eppure questo non ci aiuta a dire di conoscerci, soprattutto di capirci. Di esprimere la coerenza dell’uno. Spontaneamente.
Per fortuna non serve capire come funzionano le nuvole per amarle.
E anche se sembra difficile che una nuvola possa essere contemporaneamente materasso per il cielo e coperta per la terra, è realtà che sia così.
Lascia un Commento