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Come in alcuni tipi di economie il ricco continua ad arricchirsi mentre il povero si fa sempre più povero, allo stesso modo nelle discipline superspecialistiche della moderna scienza, colui che è istruito impara sempre di più, e l’ignorante si fa sempre più ignorante – cosicché le due classi potranno difficilmente parlarsi

— Alan W. Watts

Il Sogno del Deforme

Scritto da Mushin alle 4:32 del 12/08/2017

E corsi via.

Con il pianto negli occhi, la furia nel cuore, un lungo grido sulle labbra. Il dolore paralizza, la disperazione mette le ali. Ali di pazzia che fanno volare i pensieri più pesanti.

Il riflesso. Avevo visto la mia immagine malfatta. Mi ricordai perché avevo bandito gli specchi, mi ricordai perché non faccio festa all’anniversario della mia nascita. Mi ricordai anche che sopportavo la vista del mio aspetto deforme, un tempo. Finché non incontrai altri, essi finsero normalità e fu per credere a quella menzogna che celai la verità dello specchio. Non amavo mentire, ma non avevo che domande da aggiungere alle loro domande, per questo finì a convivere con la bugia. Se non amandola, almeno ringraziandola. Non era una risposta, ma era il muro di cinta posto a difesa dagli interrogativi insistenti.

Urlai finché ebbi fiato e quando finì continuai nella mia testa. Urlai fino a perdere conoscenza, scivolando nei sogni agitati della mente senza pace. E fu lì che rinacqui, orfano di ogni deformità, con un corpo che obbediva ai desideri della mente come un guanto non può che seguire la mano, con un corpo degno involucro di una mente senza eguali.

E in  quel dominio felice di Morfeo, dimentico di me, mi avvicinai a te con appetito di pelle perfetta che brama pelle perfetta. E fu allora, sulle iridi dei tuoi occhi, che mi vidi riflesso nella mia deformità.

E corsi via.

Con il pianto negli occhi, la furia nel cuore, un lungo grido sulle labbra. Il dolore paralizza, la disperazione mette le ali. Ali di pazzia che fanno volare i pensieri più pesanti.

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