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Non essere impaziente né essere attratto da vantaggi immediati. Se sarai impaziente, non riuscirai a conseguire i tuoi obiettivi, se sarai attratto da vantaggi immediati, fallirai nelle grandi imprese

— Confucio

Grazie, Mamma.

Scritto da Mushin alle 11:56 del 14/05/2017

Ho fatto tanti discorsi, fin qui: ho ritirato premi, accettato riconoscimenti, incassato complimenti. Ho scritto discorsi, parlando perfino a qualcuno che ascolterà fra quasi un decennio ancora.

In tutte queste occasioni, ammetto di non avere avuto sempre le idee chiare su cosa dire. Mentre sono sempre stato molto puntuale su cosa non dire.

Una delle cose che «non ho detto» più spesso è «grazie Mamma».

Ho sempre detestato voltare per la prima volta la copertina (rigorosamente dopo aver odorato il libro) e trovarla la: la mamma di qualcuno, formato dedica. Fra me e lui1, la mamma. Che c’azzecca?

Ho sempre detestato l’«uomo che non deve chiedere mai», con le mille tattiche da manuale sulle donne che puntualmente sono irretite dallo stratagemma, come topi che credono di scegliere ma sono solo dentro un sapiente labirinto di laboratorio che li condurrà solo dove qualcun altro vuole. Per poi: «scusa è mia mamma», correndo a rispondere a telefonate a qualsiasi ora, come fossero conferenze di Yalta convocate via whatsapp.

Ho sempre detestato un principio tanto evidente quanto dimenticato: sono qui, perché tu hai scelto così. Sono qui e per tutta la vita indosserò un nome che tu hai scelto, come un’etichetta marchiata a fuoco sul posteriore di un manzo. Non mi hai mai chiesto il permesso e dovrei pure esserne grato?

Ho sempre detestato la tacita, accettata e tutto sommato celebrata, idea che continui ad essere un pezzo di corpo di tua madre anche dopo quel carcere lungo 9 mesi.

Ho sempre detestato l’idea di avere un debito con qualcuno. Figurarsi con chi ti ha nutrito, pulito, protetto finché non sei stato in grado di farlo da solo.

Ma soprattutto, ho sempre detestato quella sua capacità di esserci sempre, anche quando non la penso come lei vorrebbe. Anche quando ho desiderato il biasimo e la condanna, perché io mi ero già giudicato colpevole. Essermi accanto, con un’oceano d’amore dentro il quale occorre abbandonarsi, per non rischiare di annegare in quella sua profondità.

Le madri sono l’origine della somma incoerenza, della contraddizione che rende l’Universo caotico: puoi essere sbagliato, lo sarai anche per lei, ma non per questo verrà meno il suo amore. Ho sempre pensato a lei leggendo quel passo della seconda lettera a Timoteo che recita: «certa è questa parola: se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, anch’egli ci rinnegherà; se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso». Per me non è lui, ma lei.

Credo che questa somma incoerenza racchiusa dentro il significato di «Mamma», scompigli il mondo. Ne impedirà sempre l’ordine. Le mamme sono nemiche dell’ordine. Sono onde che vanno avanti e indietro incessantemente, senza una direzione pur avendo una direzione.

E no, questo non è un post per celebrare il mistero delle mamme, né per augurare loro qualcosa durante il giorno a loro dedicato.

Questo è solo un post per dire grazie alla mia, di Mamma. Non per tutto quello che ha fatto, non per la tenacia, non per le idee che ha voluto trasmettermi. Ma perché è sempre stata qui anche se io non ho mai fatto nulla come lei voleva.

  1. Notatelo: è una tendenza spiccatamente maschile. E no, le autrici non ringraziano il papà. []

1 Commento to “Grazie, Mamma.”

  1. Bellissimo … grazie di aver condiviso questo pensiero con noi!

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