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In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove. Sono una quota spermentale che va alla deriva. Dietro di loro la traccia aperta si richiude.

— Erri De Luca

Grazie, Blog.

Scritto da Mushin alle 11:15 del 9/10/2016

Ho scritto tanto, ho scritto a tanti. Ho scritto per essere letto nel presente, ho scritto per mettere ordine nel passato, ho scritto al futuro che non esiste ancora. Ho scritto per sentirmi meno solo, ho scritto pensando che additare pubblicamente la solitudine potesse servire a cacciarla. Ho scritto perché ho scoperto che questo non è possibile, ma che scrivere aiuta a trovare qualcuno, come te, impegnato nella stessa impresa di Sisifo.

Tutto è andato via, prima o dopo. Tranne te.

In questi anni di scrittura non sei mai venuto meno. Sei sempre stato qui, ogni volta che ho sentito l’urgenza di vedere i miei pensieri prendere forma di lettera. Sì, ti ho creato io e tu non puoi abbandonarmi. Ma potrei farlo io. E mai ne ho avuto voglia.

Vero, i silenzi sono diventati più delle parole, ma come fra due persone che dopo aver parlato tanto si intendono con gli occhi. Credevo tu fossi uno spazio mio, ho scoperto che appartengo a questo spazio tanto quanto lo posseggo.

Siamo insieme da tempo. Ti ho costruito come tetto contro le intemperie della vita, ti ho dato forma come ad una lastra di marmo che riceve paziente la sofferenza dello scalpello, sei anche stato il tempio che celebra il trionfo e l’orecchio che accoglie la supplica senza giudicare. Mi ricordi i miei sbagli e quanto questi siano stati spesso fortunati. Mi ricordi che dentro ogni vittoria s’è nascosta una sconfitta armata solo di pugnale avvelenato. Mi ricordi i nomi dei Laocoonte giustiziati perché osarono frapporsi fra me e i miei cavalli di Troia. Mi ricordi che di questi i più pericolosi non celavano invasori, ma le mie inquietudini come in un vaso di Pandora.

Non so cosa avrei fatto in tutti questi anni senza di te. Senza questo specchio ritardato che sotto la polvere restituisce l’immagine di quello che fui e non di quello che sono. Non immagino come potrebbe essere la vita senza la possibilità di affidare l’inquietudine, la gioia, il dolore a una bottiglia lanciata nel mare in burrasca per sfidare i marosi del caso a dare un senso a tutto, recapitando il messaggio nelle mani sapienti di chi può fare di quel seme l’inizio di qualcosa di migliore.

Con la stessa semplicità con cui per anni hai accolto la sicurezza delle mie convinzioni assolute, oggi accogli i dubbi e le domande che sempre più numerosi germogliano sulle certezze di un tempo, come fiori da una carcassa.

Grazie, blog.

 

3 Commenti to “Grazie, Blog.”

  1. Agatos il 9 October, 2016 alle 1:21 pm ha scritto:

    Veramente belle queste riflessioni. Mi piace leggerti. Continua, quando ne hai voglia, a scrivere

  2. Ti sei dato all’ermetismo, vedo!
    Sto Lacoonte poi, aveva il blog su Splinder?

  3. Mushin il 9 October, 2016 alle 2:53 pm ha scritto:

    Ahahaha credo sia il post meno ermetico ch’io abbia scritto! Il vecchio Lao era più tipo da myspace, secondo me 😀

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