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L’eccellenza morale dell’uomo nobile è simile al vento, quella dell’uomo dappoco all’erba: Quando il vento spira, l’erba inevitabilmente si flette — Confucio

Esitazione.

Scritto da Mushin alle 3:40 pm del 15/02/2010 •

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Parole e pensieri esplodono come schegge. Si sforzano di uscire tutte insieme contemporaneamente e si ostacolano a vicenda. Troppa pressione, troppa energia. Cresco in grembo la mia stella danzante.

Continuo ad avere fame e inappetenza insieme, mi sono assuefatto a questa follia. Vado avanti libero. Libero da obiettivi, libero da piani, libero da idee. Non vado neppure avanti perché non c’é un avanti per chi non ha una meta. Mi muovo per muovermi su un ritmo che sento solo io, dentro. Danzo sulle note di una musica sconosciuta che trasforma in conosciuto lo spazio che coprono i miei piedi, come una coperta d’inverno mi poso come neve su nuova terra, la abbraccio ma non mi scalda e turbino come tormenta veloce, ancora, per raggiungere nuovi spazi e nuove occasioni di trovare calore.

L’unica cosa che il sole non scalda è sé stesso, l’unica a non poter vedere la luna di notte è la luna stessa. Ho pianto una vita il dolore dell’insuccesso di voler essere compreso. Di una mano che stringesse la mia esprimendo in uno sguardo un segreto che ha la forma di un posto da chiamare casa.

Ho compreso che il desiderio rende schiavi, impedisce di sentire bene il ritmo, di vedere davvero la persona che hai davanti. La brama di avere impedisce di vivere, la voglia di arrivare ti fa perdere di vista il viaggio. Se ami il vento non puoi fermarlo, perché se lo fermi, non esiste più.

Danzare per danzare, libero dal voler essere qualcosa o voler avere qualcuno. Questà è libertà fine a sé stessa. Abbracciare il mondo senza cercare qualcosa in particolare.

Attraversare muri sbriciolandoli con fragore di Gerico che cade, e invece infrangersi sulla superficie trasparente di uno sguardo che sfida le leggi di natura senza chiedere permesso e si insinua nella mente come una follia verde.

Nuoto invece di inabissarmi, non mi lascerò andare questa volta, è solo il primo pugno e chi riesce a colpirti in faccia facendo breccia nella difesa, non è detto che riesca a sbatterti a terra. Sono ancora qui e ho imparato ormai che la voglia di essere battuto è quella che fa vincere. Anche chi non lo merita.

Mi muovo senza meta attorno a me stesso come un tornado, andando veloce anche una piccola cosa può farmi deragliare. Ma stavolta, stavolta no, non passerò li sperando che mi deragli. Se e quando deraglierò, sarà perché qualcuno ci riesce davvero. I nostri desideri più intimi li buttiamo addosso alle situazioni alla prima occasione, tanta è la brama di vederli realizzati. Così finiamo per l’adattare le situazioni e le persone alle nostre percezioni, anziché allineare le percezioni con le situazioni e le persone che incontriamo sulla nostra strada.

Oggi metto una tacca in più sullo stipite della porta. Qualche centimetro di altezza che è anche un cerchio in più attorno a quello che ho dentro.

Un’esitazione è un punto in cui sei tirato in almeno due direzioni opposte. Non esistono persone senza esitazioni.

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4 Commenti to “Esitazione.”

  1. Sto esitando…
    but finally i dive inside your(mine?) white words of clouds.
    il coraggio è nella paura
    vuoto che riempie.

    gio

  2. giovannA il 15 February, 2010 alle 4:43 pm ha scritto:

    Sto esitando…
    but finally i dive inside your(mine?) white words of clouds.
    il coraggio è nella paura
    vuoto che riempie.

  3. Mushin il 15 February, 2010 alle 4:45 pm ha scritto:

    @ giovannA:
    Vuoto che riempie. Una bella immagine dell’essenza del muji. In effetti hai afferrato bene il senso di quello che penso anche se avevo nascosto le foglie in un bosco.

  4. Anna il 22 April, 2010 alle 8:57 pm ha scritto:

    Ho avuto bisogno di rileggere queste parole ascoltando questa meravigliosa canzone. L’esitazione è ciò che mi accompagna ed è un male con poche soluzioni.
    “la forma di un posto da chiamare casa”… mi soffermo sempre a questo punto.
    Cerco casa, in tutte le sue forme e forse, per iniziare, dovrei vedere me stessa come prima casa.
    Sono fuori dal contesto..mi sta capitando dinuovo e sono sospesa, guardo dall’alto due direzioni senza sentirne nessuna MIA.

    Cos’è questa? Esitazione?
    Vorrei dargli un nome, conoscere questo male, sentire “la voce senza suono” che mi parla.
    Com’è difficile fare il primo passo quando si ha già paura di scivolare.
    Mi sento un po’ nomade di me stessa e i miei passi non lasciano orme sulla terra.

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