Comunemente siamo portati a vedere il camminare come uno strumento funzionale al conseguimento di un fine. Camminiamo per raggiungere qualcosa. In questo modo il fine giustifica spesso i mezzi, il nostro personale modo di camminare diventa una cosa strumentale al fine, che è la meta.
E se non fosse così? Se il camminare fosse bello di per sé, a prescindere da dove ci porta? Se il vivere certe esperienze, o concedersi il lusso di certe compagnie, a prescindere da un fine, da una meta, divenisse l’unico obiettivo?
Se la meta fosse lo strumento e il camminare diventasse il fine? Useremmo la meta solo come incentivo per percorrere una strada, ma non ci interesserebbe quasi di raggiungerla, perché l’appagamento verrebbe dal camminare.
Se riuscissimo a fare le cose che sentiamo di voler fare sulla base proprio di quello che sentiamo? Se per una volta imboccassimo una strada, senza preoccuparci di sapere dove potrebbe condurci? Solo viaggiando verso l’ignoto si viaggia realmente, altrimenti si sta solo traslocando.
Forse dovrei crucciarmi per un gioco che non capisco, ma se il gioco mi è piaciuto, ho già avuto il mio regalo.
Nessun pensiero simile
Verissimo. Peccato perdersi nei come e nei perché, che siamo naturalmente portati a cercare.
Non sarebbe bello semplicemente camminare? Correre se si vuole. Senza per forza avere una meta, senza che nessuno ci dica come camminare.
Spinti dalla voglia di camminare, dalla gratuità nei rapporti con noi stessi e con gli altri, a che serve un motivo?
Perché quel che conta nella vita, per come la vedo io, non sono gli obiettivi che ci prefiggiamo, non è la meta. La vita va semplicemente vissuta ed è importante viverla. Quello che importa è vivere ogni esperienza e passare del tempo insieme alle persone a noi care, camminare insieme a loro. Percorrere insieme quel tratto di strada in comune che la fortuna ci ha concesso, dirigendoci ognuno nella direzione che vogliamo dare alla nostra vita.
Ok, sorry, divento troppo poetico (dovrebbero inventare una multa
@ vigliag:
Ringrazio te per il commento. Non sono però d’accordo sulla multa per la poeticità, secondo al contrario dovrebbero inventare degli incentivi, almeno quando sia utilizzata per esprimere qualcosa, e non fine a sé stessa.