Faccio parte da sempre di quella schiera che ha la presunzione di credere nei segni. Credere nei piccoli dettagli. Credere che la realtà che ci circondi non soltanto parli, ma addirittura suggerisca risposte.
Sono giorni molto duri questi, giorni in cui si sceglie. Giorni in cui si soffre perché sembra che per compiere delle scelte che ritengo giuste io debba passare sopra persone a cui voglio bene. Non per il mio beneficio, ma anche per il loro. E in questi giorni di scelte sofferte e di guerre, ho deciso di andarmi a distrare al cinema.
Alla fine dell’ultimo film della Pixar mi sono trovato a pensare che era bello. Più che bello: una figata. Mi son detto che chi l’ha realizzato ha lavorato sodo, ma si deve anche essere divertito molto. Si vede che è qualcosa fatta con passione.
E mi sono sorpreso a pensare che è da un po’ che il mio lavoro non incontra la mia passione. Troppe guerre, troppe scelte sofferte. Pochi sorrisi, serenità, divertimento. Troppa passione negativa, di quella che divide. Troppa ignoranza forse. Di certo troppa paura. Paura degli altri per il cambiamento, per il nuovo, per il gioco.
La misura è quasi colma, e me ne sono reso conto oggi, guardando Toy Story 3.
Le cose intorno a noi non avvengono per caso.
Nessun pensiero simile
caro Mushin
per fortuna che hai scritto!!
era una vita che non vedevo tuoi post
ed ero preoccupata
boh caro
non avvengono per caso ok chiaro
ma questo non aiuta ..per niente e a ricondurre tutto al non caso si diventa matti, almeno io.
bella l’idea del film, lo vedrò.
a presto
A
@ Aurora:
Il film te lo consiglio
Sul resto: è chiaro che stare li a chiedersi quale sia il senso di ogni cosa è da pazzi. però a volte si collegano dei fili e si collegano giusto in un momento (kairos). E allora…
..lo vado a vedere ; )
@ ishin:
Ma sei in sicilia?
più che “le cose non succedono per caso” io direi che noi non andiamo casualmente nella direzione di quelle cose. non credo che esista il caso, credo che esista invece un inesplicabile e innato dono che tutti abbiamo, in quanto animali, che è l’istinto e che, consciamente o meno ci indica sempre la direzione da prendere. E ci indica anche le persone da conoscere, gli spazi dove andare, le cose da vedere, i nostri bisogni più intimi, che a volte nemmeno sappiamo di avere. E l’istinto è guidato da strutture ancora più impercettibili, quali i sensi. Peccato che sovrastrutture ingombranti e perverse, ci facciano sempre di più allontanare dal nostro caro istinto di sopravvivenza. Saremmo sicuramente meno nevrotici.