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Chi il favore ricevuto non ricambia con un favore, per chi non conosce gratitudine, ogni beneficienza è inutile. A chi, nonostante il favore ricevuto, non vuole saperne di gentilezza, non volerne, non rimproverarlo, ma allontanati da lui velocemente — Jataka

Cosa Fare per Evitare la Sofferenza? Abbracciarsela Stretta.

Scritto da Mushin alle 12:45 am del 26/11/2009 •

393879108 fd20c73825 Cosa Fare per Evitare la Sofferenza? Abbracciarsela Stretta.

Una metafora che ho usato altre volte per spiegare la mia idea di amore è quella del fiore. Mi resi conto in passato di come io interpretassi l’amore per una persona come fosse un fiore: fragile, andava protetto, colorato, era sempre accarezzato con lo sguardo, tenero, andava nutrito e curato, profumato, non doveva mai stai lontano dal dalle mie nari.

Lo curavo come se dovesse vivere in eterno, lo vivevo come se fosse stato creato per me. Il mio amore.

Ho perso molti fiori in questo modo, ed ogni volta mi sono sentito profondamente sbagliato. Mi rimproveravo di aver fallito, di aver sbagliato tutto, di non aver fatto abbastanza. Ho pianto, perché rivolevo indietro il mio fiore. Ho sofferto, perché se lui era appassito allora avevo perso il mio tempo.

Poi ho scoperto che l’amore non è il fiore: il fiore è solo il suo frutto. L’amore è il campo, è la terra che custodisce quel nulla per la vista che racchiude già un miracolo di fragilità e profumata bellezza pronto a inondare di colore il mondo: il seme. L’amore è immortale come la terra, il modo in cui si manifesta è caduco come un fiore.

Se la manifestazione dell’amore è così fragile e mortale che nonostante richieda infinite cure ed attenzioni, muore comunque come un fiore, ha senso cercare e vivere l’amore? Perché dargli importanza? Se è una sofferenza così inevitabile, per quale perverso motivo dovremmo gioire se sappiamo che che la nostra gioia di oggi sarà il dolore di domani?

L’amore è. Non si può impedire all’amore di manifestarsi, così come non si può impedire ad un campo di far germogliare i fiori. Il dolore e la paura che viviamo sono solo il nostro attaccamento alla manifestazione dell’amore: persone, luoghi, esperienze. Fermare la naturale morte delle esperienze è come cercare di far cambiare il corso di un fiume chiedendogli di scorrere al contrario, oppure piangere perché non siamo riusciti ad impedire al sole di tramontare.

Ma i fiori poi muoiono davvero? Ogni petalo perso così come ogni lacrima pianta, ogni fiore appassito così come ogni persona che è uscita dalla nostra vita, ha lasciato un segno. Invisibile ma solido. Ogni fiore che muore così come ogni fallimento che viviamo fertilizza il terreno del nostro amore rendendolo più ricettivo, meno sterile. I fiori di domani vivono dei loro fratelli appassiti così come le esperienze che viviamo oggi sono condizionate da quello che abbiamo già vissuto. L’unico modo per imparare ad amare è amare incondizionatamente.

Non è stupendo? Quello che rende immortale l’amore non è una persona che ti sta sempre accanto, ma la tua capacità di non identificare in lei il tuo amore. Non significa che il tuo amore sia per tutti come ogni campo cresce fiori differenti. Né che il tuo amore si possa dare a tutti, perché un campo per mantenere un fiore si impegna, lavora, e crescere un fiore bellissimo spesso significa dedicarsi solo a quello.

Se hai amato non hai sbagliato. Se hai fallito hai solo imparato a crescere meglio un fiore. Se ti senti in colpa è solo perché non hai accettato che i fiori non muoiono e non nascono: si trasformano.

Quindi se di recente hai perso un fiore ci sono due cose che ti consiglio di fare: la prima è non rimuoverne i resti dal tuo campo, al contrario devi farli abbracciare alla terra, il più in fondo possibile affinché diventando per sempre parte di te quel dolore possa fertilizzarti. La seconda cosa che ti consiglio è di avere pazienza e sorridere: è il modo migliore per aspettare la prossima primavera.

Il miglior modo di superare una sofferenza non è quello di evitarla o resistergli, ma di abbracciarla stretta correndole incontro. Prima il fiore morto è abbracciato dalla terra, prima la fertilizza aiutandola a crescerne uno nuovo e più bello.

“Per arrivare al giorno non c’é altra via che la notte” (Gibran).

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7 Commenti to “Cosa Fare per Evitare la Sofferenza? Abbracciarsela Stretta.”

  1. Faro’ tesoro di questo bel pensiero, ne abbiamo gia’ parlato. Ed essendo cosi bello fai bene a condividerlo. Le cose in cui ci riconosciamo sono quelle che piu’ ci fanno riflettere.

  2. Mushin il 26 November, 2009 alle 1:40 am ha scritto:

    Assolutamente. Vai a nanna adesso.

  3. Il dolore è necessario affinchè si possa raggingere la felicità. Effimera, troppo effimera quella gioia momentanea nel vedere il fiore sbocciare e crescere. Vederlo trasformare richiede impegno e dedizione, guardarlo appassire è sofferenza pura. Nessuno si sottrae, alcuni si illudono ma alla fine tutti fanno i conti con il proprio destino.

    Veramente bella la frase di Gibran… scontata, conosciuta da tutti ma aderente al concetto che volevi esprimere.

    Clelia

  4. Questo post è troppo bello, lo rubo, non resisto. Grazie
    Ma cosa dai da mangiare ai tuoi neuroni? ;)

  5. Mushin il 26 November, 2009 alle 12:19 pm ha scritto:

    @Clelia: che poi in generale le parole di Gibran su Gioia e Dolore sono secondo me insuperabili :) @Ishin: cioccolato e patatine fritte. Infatti li sto perdendo tutti o_O

  6. Veramente magnifico post. L’ho letto sul blog di Ishin e sono subito venuto a vederne la fonte. grazie per il bel regalo che ci hai fatto condividendolo, un abbraccio grande.
    Buon Viaggio

  7. alida il 27 December, 2009 alle 7:21 am ha scritto:

    :)

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