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Mentre il maestro Hotetsu del monte Mayoku stava usando un ventaglio, venne un monaco e gli chiese: “la natura del vento non cambia: non c’é luogo dove non giunga. Tu allora perché usi il ventaglio?”. Il maestro rispose: “tu sai solo che il vento ha una natura che non muta. Però non sai la ragione per cui non c’é luogo ove non giunga”. Disse il monaco: “allora qual’é la ragione per cui non vi è luogo ove il vento non giunga?”. Al che il maestro semplicemente agitò il ventaglio — Storia Zen

Com(e)Promesso

Scritto da Mushin alle 0:23 del 19/08/2011 •

Nonostante la mia vita sia un discreto tentativo di dimostrare il contrario sarei candidabile al rogo dei rei non confessi se dicessi che si può vivere senza compromessi.

Probabilmente ci sono compromessi che tutti noi possiamo evitare con la dovuta volontà e diligenza. Sono quelli che hanno l’etichetta con le proprietà organolettiche ben in vista. Quelli il cui odore sgradevole è foriero di avviso ben prima che l’occhio ne resti offeso.

Ma poi ci sono i compromessi che non sai ancora di aver subito, come libri che seducono sulla copertina e deludono sotto le coperte. Sono quei compromessi inevitabili già dal primo passo, verso cui ignaro ti dirigi mentre misuri a grandi falcate la tua strada dritta e piana.

È come acquistare a basso costo credendo di aver fatto l’affare per poi passare alla conta inesorabile dei difetti. Difetti che non dovrebbero essere una sorpresa in ragione proprio del basso costo sostenuto. Ma non di meno fastidiosi.

È nel pantano di questi compromessi che la logica vittoria-sconfitta, ragione-torto si sfoca, perdendo nitidezza progressivamente dai margini della questione fino al suo cuore. Il compromesso lega ciò che si vorrebbe tenere distante, separato, netto.

E dentro questo compromesso c’è vero cambiamento: esso lega il tuo destino a qualcos’altro che non controlli e spesso neppure comprendi bene, sottraendoti sovranità. Nella posizione scomoda sei trascinato su terreni che mai di tua volontà avresti visitato. Viaggi. Ma di quel viaggio causato dall’imprevisto, come la frana che cancella la strada o il serbatoio che ha prosciugato l’ultima goccia.

E viaggiando tuo malgrado cambi. Di un cambiamento imprevedibile. Il compromesso cambia.

Non sempre in meglio.

Ma spesso cambia anche quei criteri e quei riferimenti su cui avevamo modellato i confini chiari della nostra idea di meglio. Per cui non è sorpresa che nel cambiamento ci sia negato anche il lume del paragone.

Non resta che godersi il viaggio cercando di far tesoro delle sue allegrie e dei suoi momenti di meraviglia. Come quando da bambini ogni contrattempo non era ascritto al caso, ma ad un preciso e ancorché misterioso disegno che destinava a noi e solo a noi un’avventura incredibile.

Buona navigazione allora. Ma ricordati che la rotta esiste solo nella tua mente. Venti, mari e astri fanno il loro corso e tu sei un capitano alla sua prima traversata. La prima classe in questo viaggio è il posto più panoramico. Il lusso è finire il viaggio con una storia che valga la pena raccontare.

Quindi sia che si decida di rompere i compromessi sia che si decida di subirlo, la differenza non è troppa: si tratta sempre di stare a sentire.

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