Esco un attimo sul balcone e mentre sento la consistenza ferrosa della ringhiera sotto i miei palmi, respiro una giornata di sole. Una bella giornata. Un’ottima giornata. Perché il sole è generoso oggi.
Un secondo dopo mi viene da pensare, quasi con sconcerto, che se questa giornata è il meglio in quanto a sole, è solo perché mi sono abituato. Mi vergogno per un secondo del mio pensiero quasi fosse un tradimento, e in fondo un po’ lo è. Il sole sotto cui sono cresciuto non ha nulla a che vedere con questo. E’ un sole senza mezzi termini: se c’é morde, se non c’é ti fa pesare la sua assenza.
Questo invece è un sole timido, che illumina ma scalda poco. Lo cerco il sole, inconsciamente cerco il mio sole, quello che lascia il segno sulla pelle. E se fino a ieri questo mi sembrava solo una sua brutta copia, un insulto, oggi spontaneamente è diventato il mio standard di riferimento.
Non so se sia una cosa buona. Mi viene in mente: ‘Non smettere di cercare ciò che ami o finirai con l’amare ciò che trovi’.
La verità è che il sole è solo uno, ma io mi sono spostato. E forse, la verità è che questa cosa fatico ancora a mandarla giù.
Crescere assomiglia spesso a tradire. E la cosa peggiore è avere il ricordo del vecchio mentre hai in bocca il sapore del nuovo. Ma non scegliamo sempre noi quando e dove spostarci. Possiamo solo scegliere di stare bene dove ci troviamo. E in questo processo il caso mette lo zampino, in fondo cambiando prospettiva cambiano anche le cose e le persone che ti fanno stare bene, entrano nella tua vita a sorpresa, senza bussare, trafiggendoti con uno sguardo o arrivando silenziosamente in punta di piedi.
Nessun pensiero simile
i pensieri che hanno ccompagnato me x 5 anni,
migrata al nordest x necessità di 1 formazione seria.
Sono gli stessi.
Ho fatto molta fatica a capire che le mie radici sono diverse dalla mia casa.
Adesso mi sento a casa su quella terra dove i miei piedi riescono a sfiorare e poi volare. Un altrove eterogeneo, eclettico e nutriente, un non luogo, dove affondare i miei piedi e le mie mani: il mio humus quotidiano.