Questo è il blog provvisorio di Mushin. Leggi qui per saperne di più.
logo mushin

Non puoi mai sapere ciò che basta, a meno che tu non abbia prima conosciuto l’eccesso

— William Blake

29, 5, 2013

Scritto da Mushin alle 20:55 del 6/12/2013

La prima versione del mio blog risale al 2003. Molto tempo e molti chili sono passati da allora, ma in tutti questi anni di trasformazione una cosa non è cambiata: la mia avversione per i titoli. Capita che mi venga di getto di scrivere un post, lungo quanto la corsa di Filippide, ma che poi passi giorni a decidere quale manciata di parole debba rappresentarlo.

Per questo il consueto post di fine anno è piacevole: finisco di scriverlo e mi ritrovo poi a non sapere cosa conterrà il prossimo, così lontano. Ad eccezione del titolo. Ciò non vi stupirà se avete letto cosa ho scritto nel 2012, 2011 e 2010.

2013. Che dire. È stato un anno incredibilmente veloce. Iniziato sotto i peggiori auspici, ha dimostrato che ogni decadenza contiene in sé i germogli di un nuovo inizio. All’inizio del 2013 ho escluso due persone importanti dalla mia vita. Due persone a cui voglio bene. Lungo la strada del 2013 ho incontrato molti nuovi affetti, profondi e sinceri. In particolare uno, che è specchio del cambiamento che ho vissuto. La prima lezione che ho appreso è stata dunque: non importa quanto è ingente la perdita, il domani potrebbe sempre regalarti di più.

Nel 2013 ho sviluppato un nuovo, peculiare equilibrio con i miei difetti ed i miei limiti. Per sintetizzare, prendendo a prestito le parole di qualcun altro, ho imparato a mettere a fuoco le conseguenze piuttosto che la dicotomia giusto-sbagliato. Mi sono un po’ più aperto a cose nuove e ne ho ottenuto in cambio caos, ma anche tanto calore. Non esiste fuoco che scalda e illumina senza che qualcosa bruci e venga consumata. Non è né giusto, né sbagliato. È così, e basta. La seconda lezione mi ha insegnato che: se vuoi avere di più devi avere il coraggio di rischiare. Sapendo che puoi anche perdere tutto. O anche guadagnare tutto. Ma un prezzo da pagare c’è in entrambi i casi, non solo nel primo.

Nel 2013 ho visto naufragare il frutto della mia volontà di costruire relazioni lunghe e solide. Dopo tanta caparbietà mi sento leggero. La terza lezione potrei sintetizzarla con: ci saranno anche delle cose giuste nella vita. Ma sforzarsi di averle è come leggere un libro partendo dalla conclusione. Senza il percorso, resta solo l’illusione di averle afferrate. Per cui l’unica cosa che si può fare è aspettare. Le cose ci sono o non ci sono. E anche se sono un maestro dell’imposizione di volontà, a dispetto dei miei sforzi sono come tutti gli altri. Con l’aggiunta del ridicolo. Quindi: tanto vale sedermi ad aspettare, senza fretta. Godendomi il tempo, in compagnia.

Nel 2013 per la prima volta ho vissuto qualcosa che tutti abbiamo temuto almeno una volta nella vita. È stata la mia sfida più grande di sempre. Chi mi conosce sa che in fondo amo l’esaltazione delle sfide. Ma sa anche che amo risolvere i problemi da solo, senza vincoli e considerando tutto e tutti variabili. Questa sfida è stata l’unica in cui non ho potuto fare il generale. Mi è toccato sedermi, eliminare trucchetti e diplomazia e fare sul serio quello che mi riesce peggio: trovare una soluzione condivisa con qualcun altro. Non so se il risultato può chiamarsi soluzione, la vita non ti permette il paragone con alternative che non scegli. Però una cosa la so: la pressione disumana che aveva ogni probabilità di travolgere tutto si è rivelata quella che ha fatto di due atomi di carbonio un unico diamante.

La fine di quest’anno è stata un po’ strana. Ho visto per la prima volta difficoltà non mie ma a cui però io potevo porre rimedio. O almeno contribuire. Dopo anni in cui qualcuno ha fatto molto per me, io ho potuto fare un poco per ricambiare. E quel poco mi ha dato tanto. Sempre quest’anno ho goduto del ritorno nella mia vita di qualcuno che si era reso distante. E con la gratitudine nel cuore non dispero un giorno di poter dire lo stesso di chi ancora è lontano.

In ultima sintesi direi che quest’anno ho compreso di più ciò che il 2012 mi aveva fatto intuire: non è solo una questione di dove arrivi, quanto come ci arrivi. E con chi. In fondo è solo un viaggio. Non è detto che sia un bene accorciarlo o renderlo più agevole. Perché è nell’avventura che impariamo a conoscere meglio chi siamo e dare il giusto peso a chi ci tiene la mano.

Non dico di più di questo 2013. Alla fine non mi è piaciuto, né mi ha deluso. Siamo pari, io e lui. Ci siamo presi a cazzotti, ma con rispetto.

5. Sono gli anni che vivo a Milano. È un numero strano il cinque per la mia vita. Finora ha sempre significato cambiamento. Ogni ciclo è durato cinque anni. Non so se sarà ancora così, ma di certo questo è stato il primo anno in cui ho smesso di chiedermi che ci faccio a Milano. Non sento più l’inquietudine dissimulata, come quando sai che potrebbero interrogarti su qualcosa di cui non conosci la risposta. Milano non è più un problema. O forse è solo che sono felice. E la felicità ha questa peculiarità: illumina tutto ciò che incontra, di una luce così accecante da rendere anche un brullo asteroide cresciuto bello come una stella che brilla di luce propria. Come la Luna, la mia vita è stata illuminata nel 2013 da vecchi e nuovi amici. Che mi fanno sentire ricco. Una stella.

2014. Che vuoi? Non lo so. Ti presenti bene, carico di doni e di novità allettanti. Sarà un trucco? Sarai vero? Non lo so. Ma da tempo ho assimilato la parola «scoperta» come sinonimo di «campare», per cui fatti sotto. Avevo bisogno di novità. Del resto sto scrivendo da Lecce, dopo tre anni consecutivi di Genova. Molto è nuovo dunque: il 2014 è una specie di anno di maturità. Tutto da pensare, partendo dalle persone. Quelle con cui imprendo nuove avventure.

Voglio concludere questo post citando dei sogni che ho visto nascere e diventare solidi: Caffeina, LifeMoze, Nevergiveapp e Young Digitals. Ai ragazzi dietro questi nomi dico grazie, perché ogni volta che ho un dubbio, e non è raro, guardo alle vostre storie e mi ricordo che le avversità possono anche uccidere. Ma solo se lasciamo loro l’occasione. Credendo nei propri sogni non si arriva sempre alla meta. Ma di certo si fa un bel viaggio.

In anticipo su tutti: buon 2014.

 

 

Leave a Reply

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>