Oggi ho assistito ad un miracolo: oltre 25 persone hanno pagato 450 euro a testa per venire ad impartirmi una lezione.
Una lezione che è iniziata 9 anni fa sull’appennino romano e si è completata oggi. Una grande verità: i poco capaci sono quelli che restano indietro, i troppo capaci sono quelli che vanno troppo avanti.
Riscopro una sensazione dal sapore antico, un’incapacità di uscire da me stesso per accettare di condividere la strada con chi cammina più lento di me. La capacità di essere più veloce mi pesa addosso come una maledizione perché mi allontana dagli altri. Anziché essere un pregio al servizio degli altri diventa solo un piedistallo su cui risplendo nella mia arroganza.Un’arroganza che nasconde il terrore di concludere la mia vita senza lasciare una traccia, senza riuscire a dare un contributo significativo che dia alla mia vita un senso. La paura di non esistere, di non essere stato, per nessuno.
Oggi mi hanno preso a sprangate, senza via di uscita.
E mentre assaggio il mio sangue mi rendo conto che erano anni che non vivevo un fallimento così senza giustificazioni, una sconfitta così netta.
E di fronte a questo il mio cuore spera: che toccare questo limite in modo così chiaro e concreto possa essere l’inizio del suo superamento.
Dai fallimenti nasce la crescita, e quindi ci entro dentro senza lottare.
