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Scendo le Rapide

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Questo periodo così duro e contemporaneamente fecondo, mi sta insegnando un’infinità di cose. Sto imparando più in questo anno che negli ultimi 3 anni di placida navigazione in acque conosciute.

Se dovessi riassumere il periodo e quello che mi sta insegnando sceglierei senza esitazione questa frase: la differenza fra un’avventura ed una difficoltà è tutta nell’entusiasmo che ci metti.

Il futuro è denso di sfide imperscrutabili ed il presente mi propone senza sosta ostacoli da saltare, ma esattamente come navigare tra le rapide di un fiume quando hai l’equipaggiamento e l’attitudine giusta può essere un gran divertimento, anche vivere questo periodo incredibilmente duro e minaccioso mi regala soddisfazioni, mi fa sentire vivo ed anche se bagnato ed acciaccato, mi va ancora di giocare.

Soprattutto con i compagni di avventura nuovi e meno nuovi.

E la mia fame di avventura per la prima volta mi spinge ad osare oltre ogni prudenza, e così oggi un piccolo seme piantato diversi mesi fa ha bucato la terra per la prima volta, in maniera timida e silenziosa. Questo semino ancora fragile si chiama yoc.to e ha davanti sfide spaventose ed enormi. Ma non meno incredibili del miracolo che è vedere il suo primo germoglio poco fuori la terra che ancora lo protegge.

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 8 del mese 10 dell'anno 2009. Nessun commento — .

Frenequenziale

Frenequenziale. Frenesia sequenziale.

Apriamo gli occhi la mattina e siamo bombardati di stimoli. Sulle sinapsi iniziano a viaggiare veloci i pensieri, che portano a desideri, che a volte si esprimono in azioni, coerenti o meno, tentativi di esprimere noi stessi senza neppure sapere precisamente cosa siamo né cosa vogliamo essere.

Cosa sei? Cosa vuoi? Perché sei qui?

Semplici domande, difficili risposte. Forse vivere dovrebbe significare (anche) trovare le risposte.

Ma ecco che invece i nostri giorni sono frenetici: risolvi un paio di problemi, fai il tuo dovere di studente/lavoratore, curi le tue relazioni sociali, procacci cibo e sesso e… è finita la giornata. Poco male, ti dici, ci pensiamo domani. Ma inevitabilmente ogni sera ti accorgi che le giornate sono tutte terribilmente sequenziali.

Il paradosso è che iniziamo a vivere – inconsapevolmente o per necessità – la nostra lista di priorità dalle meno importanti. Quindi frenequenzialmente facciamo cose che ci servono, senza neppure sapere di cosa abbiamo realmente bisogno, perché non c’é il tempo di fermarsi a pensare. Per fortuna a volte piovono persone che sono in grado di svegliarci dal torpore di una vita camminata seguendo strade larghe tracciate da altri passati prima di noi con la stessa inconsapevolezza. E allora ti nasce l’ardire di nuove mete, così terribilmente ignote. E la frenequenzialità diventa solo un vestito che indossi in mezzo agli altri per celare la tua sana follicità, che ti rende felice di correre verso l’ignoto a cavallo di un sogno.

Il mio sogno è rosa maiale, e ci vado contro a cavallo di una vacca.

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 25 del mese 02 dell'anno 2008. Nessun commento — .

E Se Fosse Davvero Tutto Un Sogno?

"Come posso io sapere che l’amore per la vita non è una illusione? Come posso io sapere che colui che ha paura della morte non è come un uomo che andò via da casa da ragazzo e perciò non ha nessuna voglia di tornarci? [...] Come posso io sapere che i nostri morti non si pentiranno del loro passato desiderio di vita? Coloro che durante la notte sognano di un banchetto forse la mattina dopo si lamenteranno e piangeranno. Coloro che sognano il lamento ed il pianto forse la mattina dopo andranno fuori a caccia. Quando essi sognano non si rendono conto che stanno sognando. Nel loro sogno forse interpretano sogni. Soltanto quando sono svegli cominciano a realizzare di aver sognato. Via via arriva il grande risveglio ed allora potremo scoprire che la vita stessa è un grande sogno. Gli sciocchi pensano sempre di essere svegli, di sapere. Con sottili discriminazioni, fanno distinzione tra principi e staffieri. Che stupidi! Confucio e voi, siete tutti in un sogno. Quando io dico che voi siete in un sogno, anche io sono in un sogno".

Chuang-Tzu

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Matrix nel IV sec a.C.

Sarà anche raccapricciante, ma dobbiamo convenire che se ci trovassimo dentro un’illusione, non lo potremmo sapere. Così come, a volte, trovandoci dentro qualcosa che lungamente abbiamo desiderato, perdiamo la capacità critica, e non riusciamo a giudicare le cose come avremmo fatto normalmente. Realizzare i propri sogni e crearsi mondi illusori sono due cose differenti. La soluzione? Personalmente credo sia l’antica via taoista (ancora Chuang-Tzu), di capire cercare sempre di guardare alla realtà così com’é, senza edulcorazioni o filtri mentali che si sovrappongano alle cose per renderle conformi ai desideri.

"Ascolta il suono dell’acqua ed il rumore del vento", quanta saggezza in questa piccola frase!

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 1 del mese 09 dell'anno 2007. Un commento — .