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Hai mai sognato di viaggiare nel tempo? Di avere una macchina del tempo personale? Come sarebbe?

Il sogno dell’uomo sembra essere quello di piegare il tempo: tornare indietro sapendo cosa succederà è un’altro modo di prevedere il futuro, è un altro modo di cercare di barare, di eliminare le difficoltà che inevitabilmente dobbiamo affrontare e che spesso ci battono. E’ un modo per arrivare ad un risultato senza capire che ciò che conta è il processo non l’output.

Da bambino sognavo la mia macchina del tempo, non per azzerare le difficoltà e gli imprevisti, ma per aumentarli: per vivere avventure e conoscere mondi ed epoche diverse dalla mia. Ma una macchina del tempo non si può ancora avere. O no?

E’ possibile viaggiare nel tempo? Si. E quello che serve per costruire la propria macchina del tempo personale non è neppure così fantascientifico: possono bastare due occhi ed un sorriso, ti ci immergi dentro e la realtà diventa per un attimo meno solida, dietro la crosta sbiadita del presente intravvedi il passato e un futuro che poteva essere, viaggiando in un tempo che per un attimo1 smette di scorrere in un solo senso anche se non diventa palindromo.

Il presente che hai imboccato non è la rinuncia a migliaia di altri futuri paralleli mai nati, ma è il respiro di una libertà reale che si costruisce scelta dopo scelta modellando la sua forma in conseguenza a ciò che scartiamo.

Stasera brindo a quello che poteva essere e non è stato, ma che vive proprio in virtù della propria assenza in quello che sono.

  1. che non è quindi più tale []