Oggi (ormai ieri) è stata una giornata che mi ha riservato molte sorprese, principalmente perché non è andata come da programma. Dopo una serie di felici incontri e scoperte sono approdato ad una serata di sana follia, ho ballato su bella musica, fino alla chiusura in una serata dove incredibilmente nessuno si è picchiato con nessuno: tutti li per divertirci.

Alla fine della serata dalle 4 alle 6.10 l’ho passata a piedi per Milano in attesa della metro. Da oltre un anno vivo qui e non mi era mai capitato di esserci all’alba. Da molto tempo anzi non mi capitava di vivere il silenzio della notte.

Le città di notte si trasformano. Prive del brulichio umano diurno che le copre come un vestito adattandosi alle loro fattezze, le città scoprono i propri dettagli, che ne sussurrano poi la vera personalità. I dettagli esattamente come nelle persone, raccontano storie, desideri, sogni. E la notte contrariamente a quanto si tende a pensare, scopre e non copre.

E’ come una persona, inizi a conoscerla quando smette di parlare, quando si mostra a te nei suoi piccoli gesti. Quando puoi guardarla negli occhi per comunicarle cosa provi.

Un paio d’ore camminando mi hanno fatto conoscere Milano meglio di tante parole. Almeno un aspetto dei molti di Milano. Esattamente come per le persone, ogni aspetto è solo uno dei tanti.

Le città di giorno annegano la verità nel rumore e nel movimento, esattamente come io annego le mie verità nascondendole dietro continue ed incessanti parole che mostrano qualcosa solo per celare qualcos’altro. Contraddicendomi, dichiarando di tenere ad altro, nascondendo la foglia di ciò che provo in un bosco di sensazioni volutamente caricate. La notte è verità, perché di notte le parole non hanno valore, perché di notte ci è concesso di cedere all’oscurità il compito di celare e per questo ci scopriamo: tanto il giorno è li dietro l’angolo, inevitabile. E quindi corriamo ad approfittare di un tempo rubato, un tempo sospeso, un tempo sottratto al sogno solo per destinarlo al suo parente più stretto: il desiderio.

E adesso che sono le 7.30, è il momento di dormire: la notte è andata via e la veglia perde di interesse.