Quando si giudicano le cose si può essere in torto o avere ragione. Ma quando si giudica sé stessi le cose sono a volte complicate, perché sei parte del problema che vuoi risolvere.
Se più che di problemi parliamo poi di bisogni, ecco che il casino raggiunge il suo acme. Insomma: pensi di volere una cosa, ma non capisci se è davvero una questione di volere quella cosa, o piuttosto il fatto che quella cosa placherebbe (e anche qui è solo supposizione) un tuo bisogno?
Più chiaramente: vuoi quella cosa in sé o vuoi solo tappare un vuoto?
Non è così facile discernere: è come avere fame, se ne hai tanta qualsiasi cosa di commestibile che ti capita a tiro appare buonissima ai tuoi occhi, semplicemente perché rappresenta la promessa della soddisfazione. Quindi se già al solo pensiero di averla stai bene, il tuo stare bene dipenderà dalla cosa cosa in sé, oppure dal fatto che la tua mente desiderando l’acqua mentre sei nel deserto, ti fa vedere oasi che sono solo miraggi?
I miraggi sono per definizione indistinguibili dalla realtà finché non decidi di tuffartici dentro.
Non capisco se mi trovo davanti un miraggio o un’oasi, vorrei evitare che la sete decida per me e soprattutto vorrei evitare di fare scelte azzardate. Non perché ho paura, ma perché mi scoccia l’idea di trovarmi a nuotare nella sabbia.
Ma mi conosco, e so che è davvero difficile per me non tuffarmi a capofitto dentro il possibile miraggio per scoprire…
Intanto ho passato un bel momento che sembrava autentico, e questo era fottutamente reale

