Questo è il blog provvisorio di Mushin.
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Sono le 22.55, e io ho raggiunto una grande verità. Sono stanco. O meglio sono scarico.
Potrebbe sembrare a prima vista niente poco di meno che una conclusione condivisa dall’85% della popolazione universitaria che arriva a fine giugno, ma non è questo. Mi sento proprio stanco dentro, e non so spiegarmi altrimenti. E’ come se l’energia non ci fosse più, e dovessi bloccarmi in una posizione grottesca da un momento all’altro. Ho bisogno che qualcuno mi dia una dose di adrenalina.
E’ una stanchezza mista ad un vago senso di rabbiosa inquietudine, perché a pensarci mi sento sempre in dovere di "sistemare le cose", una specie di identificazione per 19 anni di cazzate e crudeltà gratuite che ho distribuito al mondo e che mi hanno "condannato" a sentirmi chiamato in causa ogni volta che qualcuno soffre come ho sofferto e ho fatto soffrire io.
A volte mi chiedo se non sarebbe davvero il caso di essere un pizzico più egoista io. E lasciare che il mondo vada a farsi fottere. Perché alla fine cosa me ne deve venire a me se poi quando non ho più le forze, quando finisco le parole, quando io avrei bisogno di mezza parola per placare le mie inquietudini, pochi sembrano accorgersene?
Forse aveva ragione chi mi disse che quelli come me sono troppo orgogliosi per chiedere aiuto e troppo stupidi smettere di darlo.
Ho voglia di urlare come un ossesso.
EDIT delle 23.13: Detesto quando l’universo si sforza di dare conferma che ho ragione solo quando penso cose negative…
EDIT delle 23.38: Ancora sotto shock per il tempismo con cui il mondo si è defilato giusto stasera, mi godo l’unica nota positiva della giornata: Atwa (poesia per le orecchie, signori…)
Hey you, see me, pictures crazy,
All the world I’ve seen
before me passing by,
I’ve got, nothing, to gain, to lose,
All the
world I’ve seen before me passing by,
You don’t care about how I
feel,
I don’t feel it anymore,
You don’t care about how I feel,
I
don’t feel it anymore
You don’t care about how I feel,
I don’t feel
it anymore,
You don’t care about how I feel,
I don’t feel it
anymore.
Hey you, are me, not so pretty,
All the world I’ve seen
before me passing by,
Silent my voice, I’ve got no choice
All the
world I’ve seen before me passing by,
You don’t care about how I
feel,
I don’t feel it anymore,
You don’t care about how I feel,
I
don’t feel it anymore
You don’t care about how I feel,
I don’t feel
it anymore,
You don’t care about how I feel,
I don’t feel it
anymore
I don’t see, anymore,
I don’t hear, anymore,
I don’t
speak anymore,
I don’t feel.
Hey you, see me, pictures
crazy,
All the world I’ve seen before me passing by,
I’ve got,
nothing, to gain, to lose,
All the world I’ve seen before me passing
by,
You don’t care about how I feel,
I don’t feel it
anymore,
You don’t care about how I feel,
I don’t feel it
anymore
You don’t care about how I feel,
I don’t feel it
anymore,
You don’t care about how I feel,
I don’t feel it
anymore
I don’t sleep, anymore,
I don’t eat, anymore,
I don’t
live anymore,
I don’t feel.
Adesso la rompo di scassare le palle e attacco a studiare, domani è sempre un altro giorno. E anche un altro esame…
Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 18 del mese 06 dell'anno 2007.
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Ho deciso di fare una cosa che non avevo pianificato (anzi, neppure pensato…), ma soprattutto che non avevo mai fatto prima. Ho deciso di prendere una strada che non avevo mai imboccato, e che come ogni strada che non conosci, mi spaventa un po’. Eppure, visto che le strade battute non mi hanno portato che a vicoli ciechi, forse così riusciremmo ad arrivare da qualche parte, qualsiasi essa sia.
Viaggio verso dicembre, alla fine di un 2007 così strano che mi ha costretto a mutare pelle più e più volte.
Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 18 del mese 06 dell'anno 2007.
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Le chiaccherate non sono mai casuali. Prendi la persona che conosci meno, un momento in cui avresti dovuto avere da fare ed ecco che ti ritrovi quasi a psicanalizzarti, rimpastando ricordi del passato, percorrendo strade mentali che non frequentavi più. Da tempo.
E allora forse mi vien da pensare che aveva ragione chi ha detto che siamo come degli specchi, riflettiamo chi ci sta intorno, le situazioni tirano fuori da noi le cose, senza che neppure ce ne accorgiamo. Siamo davvero così tante cose che non tutte possono venir fuori assieme. Alcune sono così distanti fra loro che quasi ci sarebbe da stupirsi nel considerare che ci appartengono. Eppure non siamo in balia del vento come foglie del pomeriggio d’autunno, scegliamo, scegliamo cosa essere, o al massimo cosa non voler essere…
O almeno così crediamo, fino al momento in cui gli eventi non ci forzano a scendere a compromessi con le nostre convinzioni, marcando la strada dell’incoerenza. Chi può dirsi infatti sicuro che resterà sempre fedele al sé stesso che è adesso?
Alcune considerazioni al margine della giornata: Beltipo è un paccarolo
e l’Ensemble di Clarinetti Càlamus dell’Istituto Musicale Vincenzo Bellini è s-p-e-t-t-a-c-o-l-a-r-e…
Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 29 del mese 05 dell'anno 2007.
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Oggi grande giornata all’insegna del likeminding: il primo Likemind.cat si è tenuto, puntuale, alle 9.30 al Caffé Europa. Presenti (oltre al sottoscritto): Alessio (il primo a postare sull’incontro, vi rimando al suo blog per una dettagliata rassegna), Roberto aka Beltipo, Marco Motta, Claudio, Luca, Gianni, Francesco, Salvatore aka Antirez, Davide aka Davidonzo e Giuseppe aka Terronista. AGGIORNAMENTO: le flickrate di Roberto e Terronista.
Ringraziando Likemind.us per i 25 dollari, Roberto gli mostra pure che cosa c’hanno offerto (e loro che credevano fosse caffé…)
Subito dopo la cara vecchia Facoltà, mi piacerebbe dire "una seconda casa", ma l’orribile verità è che ormai è la prima di casa… ed ecco un omaggio dovuto ai miei compagni di sventura ("le veline", mi hanno praticamente richiesto una pubblicazione, per cui le accontento con una "bella" foto…):
Ed infine, giusto per non far credere (ma solo per quello, eh..) che la vita universitaria non è solo dolori, una foto del Mozaffari e dei devoti (ci vediamo a settembre?) studenti… (ovviamente io sto scattando…)
Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 18 del mese 05 dell'anno 2007.
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A volte si accumulano così tante gocce da formare un oceano, e t senti schiacciato ed esaurito. Sono quelle volte che quando ti capita di passare di fretta davanti al monitor e leggere un "tvb" da parte di chi ti conosce bene, è come un miracolo. Il miracolo di una telepatia (quello che ti serve, quando ti serve) che si consuma a dispetto della distanza o del poco tempo che si passa insieme. Ad ogni modo, un’altra piccola tacca sulla cintura è stata aggiunta, e anche questa festicciola è andata. Cosa saremmo senza gli sguardi e gli abbracci delle persone che ci vogliono bene?
Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 17 del mese 05 dell'anno 2007.
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“Un maestro di strategia è qualcuno che ha imparato tutte le tecniche alla perfezione e le ha completamente abbandonate. Egli agisce sempre in uno stato mentale spontaneo. Lo stesso principio deve essere applicato ad ogni altro ambito della vita. Se uno stratega è ossessionato dal pensiero di esibire le arti marziali, ha la malattia delle arti marziali. Se un arciere è dominato dal pensiero di scagliare la freccia, ha la malattia del tiro con l’arco. Si possono controllare liberamente la spada o l’arco e la freccia, solo con il proprio stato mentale ordinario. La mente spontanea è importantissima. Se, quando cerchi di parlare in pubblico, non sei in questo stato mentale, la tua voce tremerà”
Yagyu Tajimanokami Munemori – Hei-Ho-Kaden-Sho (in Kazumi Tabata – Tattiche Segrete)
Molti mi chiedono cosa significa Mushin. Oggi ho trovato un’ottima spiegazione in questi passi che ho riportato. Confermano, ancora una volta, che nel tempismo della vita non c’é nulla di casuale. Il brano sopra, già sintetico ma completo, si riassume nella massima: “Odi il suono del vento e dell’acqua”. Questo è mushin.
Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 5 del mese 05 dell'anno 2007.
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Ogni Pasqua la stessa storia: delle due categorie di uomini esistenti (chi regala l’uovo e chi no) mi ritrovo rigorosamente nella terza (chi non sa scegliere e nel dubbio ne regala due). Giorni di stress assurdo, studio incalzante e feste annunciate (mercoledì, mmmmm). In tutto questo mi hanno pure incastrato (ringrazio Viole per la segnalazione), o meglio incatenato…
Nel frattempo leggicchiando il blog di V mi imbatto in un fantomatico "analizzatore di nickname ancestrale basato sull’algoritmo del Prof. Pinetti", e ci provo. Il mio nick ancestrale sarebbe "enchanted sky" (cielo incantato).
La gente nella vita, non ha proprio da fare…
E così sotto con la catenina. Ah, ma mi vendico benin benino nominando: Stella del Mattino, V e Scunchy
1) un dolce: Qualsiasi cosa purché a base di ricotta e nutella.
2) un frutto: Arancia (rigorosamente novella)
3) una città: Catania
4) un nome: Alessandro
5) un indumento: pantaloncini
6) cibo: patatine, pizza, gelato e cioccolato
7) un’animale: gatto
una stanza della casa: la cucina
9) un numero: 6
10) un colore: nero
11) uno sport: pallavolo (e no, il taijiquan non lo considero "uno sport")
12) una materia scolastica: educazione fisica!
13) un mestiere: scrittore
14) un luogo: Barbati ad Agosto (Corfou)
15) un film: Hero
16) una lettera dell’alfabeto: A
17) un giorno della settimana: Domenica
18) un mese: Giugno
19) una fiaba: Le avventure di Sinbad
20) una canzone: Wonderwall cantata da Ryan Adams (anche se la scelta è difficile)
21) una bevanda: té (occorre chiedere?)
22) uno strumento musicale: flauto
23) un profumo: il terreno dopo la pioggia
24) un gusto di gelato: ricotta
25) un fiore: orchidea
26) un sentimento: compassione
27) una parola: illusione
28) una regione d’Italia: sicilia
29) un pregio: avere delle convinzioni ben salde
30) un difetto: avere delle convinzioni ben salde
31) un’abitazione: villa sulla spiaggia
32) un albero: quercia nodosa
33) un stato: Nuova Zelanda
34) un soprammobile: una candela
35) un pianeta: venere
36) un elettrodomestico: non so, gelatiera?
37) un mezzo di comunicazione: Mac
38) un vizio capitale: orgoglio
39) un personaggio storico: Yang Lu Chan
40) una parte del corpo: occhi
41) un emozione: gioire senza un motivo
42) una stagione: primavera (esiste ancora?)
43) una festa: capodanno
44) un elemento: acqua
45) un evento atmosferico: temporale
46) un’ora del giorno: le 5
47) un politico: io
48) un’attore/attrice: Edward Norton
49) un mezzo di trasporto: Vespone
50) una macchina: porsche boxter
51) un presentatore: fiorello
52) un calciatore: Cambiasso
53) un telefilm: Lost
54) un videogioco: Fifa 2000
55) una parolaccia: Merda
Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 2 del mese 04 dell'anno 2007.
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Perché la gente ha bisogno di porsi incoerentemente dietro un paravento per manifestare l’astio che nutre nei miei confronti? Perché invece che dare due coglioni a ciascuno dei maschietti, Dio non ne distribuiva uno solo, ma almeno funzionante? Perché invece di scrivere stronzate incoerenti, la gente non mi bussa in camera e appena apro mi tira un cazzotto sul naso?
Cercasi risposta.
Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 25 del mese 03 dell'anno 2007.
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Ebbene si, ulteriore conferma che nella vita non so proprio quale sarà la mia strada. Che in fondo sono un racazzo confuso.
In questo anno accademico (da settembre) mi sono trovato a conti fatti a fare il web master (o designer):
1) Restyling di mushin.it (questo sito)
2) Creazione di Daedalus
3) Creazione SISP XXI Congresso 2007 @CT
4) Creazione di Universi Possibili
E così quella che doveva restare "un’attività temporanea" (regov.it, sole-do.it) si è trasformata in un impegno continuo e costante. Ancora una volta conferma che non mi so gestire, frammentando le mie energie in rivoli di iniziative secondarie e schizofreniche? Bo. Epperò mi sono divertito parecchio (spero di arrivare alla sessione di giugno, ancora divertito…)
Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 7 del mese 03 dell'anno 2007.
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In questa notte in cui improvvisa mi assale la solitudine, solo questa poesia a tenermi compagnia.
"Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche’ dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord, qual’e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto".
Erri De Luca.
Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 3 del mese 03 dell'anno 2007.
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