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Diamanti e Grafiti

Contrariamente alla norma, questo post è dedicato ad una persona. Una persona che scomparisse anche domani avrà sempre la mia gratitudine per la capacità che ha di tirare fuori aspetti di me che mi piacciono in un periodo in cui venivano a galla spontaneamente i peggiori. Senza chiedere.

La grafite ed il diamante sono entrambi fatti di carbonio. E’ la stessa cosa, eppure così diversa. La diversità sta nel fatto che il carbonio che diventa diamante è sottoposto a pressioni incredibili per lungo tempo. Stessa cosa, sottoposta a traumi diversi. Quella che vive l’esperienza più dura diventa un oggetto di incomparabile bellezza. L’altra la usi per scrivere. Non c’é modo di prevedere il processo, né di riprodurlo.

Ognuno di noi ha un futuro in testa. Sembra essere una qualità insopprimibile dell’essere umano, quella di proiettarsi nel futuro con desideri e progetti. Solo che occorre non dimenticarsi che tutto è un susseguirsi di momenti. Solo che occorre ruscire a non permettere a passato e futuro di inquinare le sensazioni del presente. Che è l’unica cosa reale, perché la stiamo vivendo.

Il carbonio non sceglie di diventare diamante o grafite. Vive i suoi momenti giorno per giorno. Finché dopo un’attesa che non è tale, perché lui non progettava di andare da nessuna parte, si sveglia diamante. Lui è sé stesso, gli eventi gli presentano delle opportunità che colte o meno, faranno di lui quello che diventerà.

Non so se diventerò diamante o grafite. Mi godo i sommovimenti interiori. A volte dolorosi, ma il seme deve rompersi per far uscire i germogli. Sono felice di questo periodo. E non credo neppure per un attimo che questa mia felicità dipenda dalle scelte di qualcun altro. Certo da qualcuno dipende l’opportunità incredibile che ho di tirarla fuori, di amplificarla, di stare bene. Nessuno è responsabile per le scelte che faccio. Non mi interessa rendere le cose né semplici né difficili. Mi interessa solo sapere che ogni parola o gesto sia voluto, desiderato.

C’è un solo modo per sapere se una strada è la tua, ed è percorrerla, non speculare su dove potrebbe portare. Costruirsi il futuro non significa asfaltare i prati incolti del presente con il bitume nero delle proprie seghe mentali. Significa osservare il terreno, vedere dove pende dolcemente e dove si innalza aspro. Significa sfruttare le onde per navigare verso le proprie mete. Non hai potestà sulle onde, quelle le muove il destino. Ma hai potestà sulla tua barca, e puoi decidere di accettare il rischio e la sfida, e se scoprirai che non ne valeva la pena, che non era la tua rotta, ti resta sempre il sorriso che fiorisce sul volto ogni volta che ripenserai alla traversata. Perché anche quelle più faticose e dolorose, lasciano sempre un ricordo positivo. Come di mali necessari per crescere.

Io sono un bonsai, un’esistenza mai finita, che si evolve sempre e che richiede costante impegno. Ma non cerco un giardiniere, che mi faccia bello o giusto, ma un terreno che si lasci abbracciare dalle mie contorte e brutte radici. Ma non ho fretta, perché voglio che tutto diventi diamante. Non mi interessa qualcuno che elimini il buio dalle mie giornate, ma qualcuno che passi questo buio con me e mi regali il suo. Non cerco risposte e non chiedo nulla. Mi metto solo in fila per la mia razione quotidiana. Non pretendo di andar bene né di essere la soluzione a qualcosa. Ho le mie altezze e le mie depressioni, come tutti. Non mi chiedo quando, perché, come. Ma solo: lo voglio?

E la risposta è scritta giorno per giorno con una X dentro un quadratino disegnato con la grafite su un foglio di carta. Giorno dopo giorno diventerà un diamante? Cos’é vivere se non scoprire la risposta?

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 17 del mese 10 dell'anno 2007. Un commento — .

Trucco o Magia?

Mi sono sempre chiesto: i miracoli, la magia, esistono davvero?

Intendo dire che ti rendi conto dell’esistenza di due persone: quelli che si bevono tutto, credendo che ogni cosa sia magica, e quelli che smontano tutto, convinti che dietro ogni miracolo ci sia il trucco. Non tutti i miracoli e non tutte le magie sono reali. Alcune saranno pure illusioni. Molti dei momenti che chiamiamo magici, lo sono perché in realtà dentro di noi sentiamo la terribile nostalgia della magia. Personalmente distinguo la magia dal fatto che è inaspettata e soprattuto razionalmente non apprezzata. E’ quando ho tutti i motivi razionali per credere assolutamente che quella cosa non può avere un futuro, che quella emozione non dovrebbe essere lì, che quella sensazione è fuori posto, è allora che sentendomi bene, chiamo tutto questo magia. Le magie forse non sono fatte per durare per sempre. E neppure necessariamente i miracoli sono tali per tutte le persone coinvolte. Il fatto che sia tutto razionalmente da auswitzare, lo rende ancora più delizioso. Un fiore ti delizia la vista: forse che il fatto che lui non sappia quanto ti faccia stare bene, sottrae qualcosa alla tua delizia?

Credere che tutto sia magico o che nulla lo sia è la stessa cosa: significa restare alla buccia. Significa rinunciare a scoprire se la pelle al tatto è come si presenta alla vista. Significa accontentarsi di una carezza col pensiero. Significa non sporcarsi le mani, non sbagliare. Significa riempirsi la bocca di una parola che non si conosce. Significa in ultima analisi credere che la magia sia qualcosa di esteriore, fuori da noi. Non esiste magia senza di noi, ognuno è parte e motore della propria magia. I miracoli ti piovono addosso costantemente, ma sotto l’ombrello, non senti nulla. Capire la magia significa riconoscere che ha un suo tempo, un suo ritmo ed una sua profondità. Saper vivere la magia significa riuscire a goderne senza attaccarcisi, senza muovere un passo in più dopo il termine della musica, ma neppure restare a bordo pista mentre questa suona. Essenziale, per la magia, è qualcuno che sappia ballare con te. Uguale a te o diverso da te? Che senso ha chiederselo? Lo vedi subito se il ballo funziona. E’ solo ritmo. La differenza fra alba ed aurora è sottile. Ma esiste…

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Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 10 del mese 10 dell'anno 2007. Nessun commento — .