Lo avevo conosciuto a mezzo Bolliboop, e mi aveva affascinato. Poi ieri non ho resistito, e ho speso 5 ore a catalogare i miei libretti di prima necessità. Sto parlando di aNobii, un servizio che ti permette di catalogare e valutare i tuoi libri, condividendo il tuo scaffale con gli altri utenti della community, cercare e trovare italiani con i tuoi stessi gusti letterari, definire amici e gruppi di interesse. Una gran bella trovata, accattivante, anche se ancora palesemente in Beta. Il mio giudizio complessivo: 7,5 (grafica: 8; intuitività delle funzioni: 8; applicazioni web 2.0: 7; offerta di minchionerie per blog: 6; profili/community: 8 ). Prevendo un roseo futuro per aNobii, se riusciranno a gestire intelligentemente il business, a sviluppare le communities linguistiche (data la natura del servizio, è fortemente language-based) e ad innovare costantemente. Alcune cosette che cercherei di fare io se fossi in loro:

1) Integrazione con Google Books (ogni ricerca in Google et similia potrebbe rimandare agli users aNobii che hanno letto il testo)

2) Integrazione con altri noti servizi web 2.0 (flickr, twitter, ecc.) per potenziare l’aspetto community

3) Creazione di uno "scholar" dedicato al mondo accademico: in realtà trovo sia questa la vera novità che andrebbe sviluppata da un servizio del genere: catalogare testi accademici e soprattutto papers/articoli in bibliografie precostituite per argomento, in modo da spostare il centro della condivisione dal singolo testo (libro, paper, ecc.) all’intera bibliografia, rendendo più facili le ricerche per argomento area tematica e soprattutto il contatto fra ricercatori con interessi simili. La vera manna, per pubblicitari e non non è infatti l’accasseo ai database, ma la catalogazione/associazione dei testi. I tags sul singolo libro rischiano di disperdere eccessivamente i risultati pratici di una ricerca, le bibliografie hanno il pregio di fornire criteri più precisi per l’esplorazione e l’indicizzazione dei testi.

Ad ogni modo, il mio account su aNobii: Mushin