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Perché?

Insonnia. Perché?

Il perché è la domanda più insidiosa di tutte. Quando inizi con un perché sai sempre da dove parti, ma non sai mai dove arrivi. Non esiste un “perché?” isolato, spesso “perché?” è solo preludio ad un altro “perché?”. Ognuno di questi perché è come una badilata: separa la nuda superficie delle cose dove gli arbusti mostrano rami aggraziati e colorati petali, dalla buia e umida cavità dove solide le radici nutrono quei rami e petali con gli scarti del mondo.

Tutto quello che muore va alla terra, tutto quello che cresce viene dalla terra. La superficie è un confine che separa ciò che vuole essere da ciò che è. La superficie è un muro che trattiene ciò che non è fatto per essere visto da ciò che o è.

Eppure nessun petalo, per quanto bello, vive senza radici. Nessun ramo s’illuminerebbe del calore del sole, se non vi fosse una radice al buio dell’umida terra. La differenza sta che entrambi si allungano e si accrescono nell’elemento che amano.

Un perché attacca quella superficie, punta alle radici, vuole la sostanza delle cose. Eppure, se anche riuscisse ad avere ragione delle radici, non avrebbe placato la sete che l’ha mosso. Avrebbe solo ucciso la pianta.

Per osservare le radici devi separarle dalla terra a cui sono avvinghiate. Se le dividi dalla terra, non sono più radici, ma morti prolungamenti inutili.

Il modo di capire deve essere un altro. E a me non riesce di dormire.

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 12 del mese 03 dell'anno 2009. Un commento — .

Insonne

Primo temporale della stagione. Fuori è una sinfonia di tuoni intervallati da lampi nettissimi che come cicatrici luminose attraverso il cielo. Un gran baccano, ma non è il temporale a tenermi sveglio. Ci sono volte che mi assale di nuovo un’antico ricordo ed ecco la paura, e chiudere gli occhi, di notte come di giorno, mi costa violenza. Così mi godo questo splendido temporale, sperando che dalle 5.30, ora in cui ho gettato la spugna, fino all’aurora, qualcosa mi sopisca la paura della posizione orizzontale. Mi chiedo se davvero ci siano limiti, che per quanta forza profondiamo, non si possono superare. O forse è solo il mal di denti strisciante unito all’elettricità che satura l’aria. Chissà. Certo in questo momento le mie sorelle a casa, saranno terrorizzate. I bambini detestano i temporali.

Edit: sono le 7.21, ed infine torna il sereno. Riuscissi a dormire, invece mi è presa male come non succedeva da tempo, perché ho impiegato il mio tempo fra le tavole degli IP dei database. Era da almeno 3 anni che non mi divertivo a cercare/trovare informazioni e gli IP statici danno molte soddisfazioni. E poi adoro le ragazze che sanno usare google… ma non temete, non ho intenzione di infrangere la mia promessa e di tornare a lasciarmi trascinare dal lato oscuro della forza. Con il social engineering ho chiuso. Forse.

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 7 del mese 10 dell'anno 2007. Nessun commento — .