La cosa bella di avere un blog è che ti bastano 2 click per ricordare. Ricordare cosa vivevi e cosa pensavi. Oggi mi sono messo a spulciare gli archivi di questo blog per vedere cosa scrivevo in questo periodo, due anni fa. Parlavo di Amore eretico, di unicità dei momenti e di come spesso vivendo le cose cambiamo idea su di esse.
Stamattina non riuscivo ad accedere al mio account di home banking. Non riuscivo a ricordare il codice che digito quasi quotidianamente da oltre 1 anno. Capita a volte di avere dentro di sé ciò che serve. Ma di non ricordare. La speranza è di riuscire a ricordare in tempo utile, soprattutto per le cose che vissute quotidianamente ci sembrano ormai scontate o banali, le lasciamo scivolare in fondo, e poi quando non le ricordiamo e le perdiamo, improvvisamente ci rendiamo conto del loro peso. In fondo, è il tempo la differenza fra una cosa di valore e una di poco conto. Il tempo di chi non sa coltivare gli attimi è solo deserto che avanza distruggendo ogni cosa.
Due anni fa ho imparato delle cose. Oggi le ho ricordate.
Oggi ne ho anche imparate di altre. Tra cui: non serve a un cazzo tutto quello che ho imparato. Perché la cosa bella è imparare insieme. E quindi ogni volta è una cosa nuova. Giusto o sbagliato, l’importante è condividerlo.
DQMM

Ieri è stata la milestone del quarto di secolo trascorso in mia compagnia quasi ininterrottamente, togliendo il sonno e i comi etilici.
Chi mi conosce sa che le vere due feste dell’anno per me sono Ferragosto e Capodanno, quest’ultima perché è un momento magico in cui però sei sempre naturalmente spinto a fare un bilancio. Anche il compleanno ti costringe in qualche modo a fermarti a pensare, a percepire il tempo che passa, e a contare i cerchi attorno al cuore e alla mente che sono strati di te sovrapposti.
Il mio personale bilancio di quest’anno lo trovo sorprendente: ho imparato tantissimo.
Ho imparato che amare non è solo una questione di trasporto o di sentimento, pur essendo questi due elementi preponderanti. Ho imparato a mettermi in discussione sul serio, a desiderare fortemente, a soffrire in modo costruttivo. Ho imparato a prendermi meno sul serio senza diventare superficiale.
Sono riuscito a migliorarmi nel rotolamento: la vita è una cosa incredibilmente densa e pesante, ma se la fai rotolare su sé stessa puoi muoverla agevolmente come fosse leggera, anche se resta pesante. In questo moto e non nella meta, sta il senso delle cose.
Ho sfidato me stesso e ho scoperto che la sfida positiva non è quella che vinci, ma quella che intraprendi con l’entusiasmo giusto che fa di ogni difficoltà un’avventura e di ogni fatica una parte importante del gioco.
Ho imparato il valore dell’affetto e della famiglia, del vivere i momenti senza l’ossessione di volerli catturare. Ho imparato che c’é più rispetto dell’altro nel dire no con convinzione, anziché un si dubbioso. Ho imparato a volere bene incondizionatamente, perché l’amore è eretico.
Ho infine avuto il privilegio di trovare sulla mia strada vecchi e nuovi amici che non avrei neppure il tempo di nominare tutti, ma che sanno di illuminare le mie giornate come le stelle illuminano la notte, che mi fanno ricco. Da loro ho imparato che la vita è solo un sogno che come ogni sogno è possibile riempirla di quello che vogliamo, e spesso scegliamo di vivere le nostre paure.
Ogni seme che muore è una pianta che nasce, crescere è un diminuire e perdere, non un accumulare.