Alle iene un servizio sulle chat. Instant Messaging piu’ che altro. Quattro ore di esperimento per mostrare come i minorenni cercano sesso. O meglio qualcuno che si masturbi con/per loro, o anche semplicemente li stia a guardare. Quattro ore per mostrare adulti maschi in cerca di tenere ragazzine da usare.
Troppo facile. Troppo facile dire “ecco che succede quando i vostri figli si collegano”. Troppo facile fare finta che basti non usare internet per ovviare a genitori che non sanno essere tali. Troppo facile addossare allo strumento l’assenza di valori di chi lo utilizza.
La censura non e’ protezione.
Il vero orrore non e’ un trentenne che si masturba davanti una tredicenne. E’ presentare questo come responsabilita’ di un mezzo di comunicazione, ignorando che quello stesso media ha aperto potenzialita’ mai viste prima per lo sviluppo dell’umanita’ migliorando la vita di molte persone. Il vero orrore è vivere in un tempo ed in un luogo, l’Italia di oggi, dove non si riesce ad arrivare al cuore del problema, dove ci si accontenta del sensazionalismo della superficie.
Il vero problema è presentare sillogisticamente qualcosa, in un mondo che ha smarrito il senso critico.
Bruciamo internet, luogo di perdizione e pedopornografia, luogo che trasforma giovani innocenti (“non ruberesti mai un auto…”) in ladri senza scrupoli (a cavallo di un mulo), luogo dove dipendenti modello si trasformano in perdigiorno (navigando fra i profili di facebook).
Io internet continuo solo ad usarlo di più, di fronte a questa parata di luoghi comuni e banalità superficiali nate morte. Perché è l’unico media che mi permette un reale contraddittorio.
L’unico media che fa male è quello che non si usa senza consapevolezza.
E la responsabilità non è del media, ma della società in cui crescono i ragazzi. E una società che li cresce imboccandoli con estremismi e superficialità, non può stupirsi se nella loro personale ricerca di risposte sul mistero che è la vita, essi restino affascinati dal lato oscuro delle cose: in un mondo finto e in una società senza risposte, il lato oscuro è l’unica cosa viva che vedono. Perché appare come l’unica che gli parla direttamente e che dia emozioni vere.

