
Oggi non sono riuscito a concludere molto. Ci sono momenti che non riesci a fare nulla e anche non fare nulla ti risulta insopportabile. Prendendomi un giorno di pausa mentale, mi sono buttato su Flickr a navigare in mezzo a 4 anni di foto.
Una delle cose che i social media di permettono di fare è creare un’enorme archivio di momenti vissuti.
Riguardando foto passate non posso che constatare due cose: la prima è che pochissime di quelle persone fanno ancora parte della mia vita ora, e che moltissime di quelle coppie non sono più tali. La seconda, più importante, è che ognuno di quei momenti mi ha riempito. Ho avuto finora una vita sorprendentemente fortunata e felice. E mi sento ricco. Di una ricchezza che i soldi sono carta straccia.
La gioia di ieri è il vento in poppa di oggi.
La Cina nello UNSC Osnamun: da sinistra, io, Bojan (Serbo), Maria (Russa), Hanna (Palestinese)
Eccomi qua, di nuovo alle mie solite cose. Un topos letterario che mi è sempre piaciuto molto è quello del viaggio, nela sua declinazione del ritorno: ritorni al punto da cui sei partito, ma nulla è più lo stesso, perché il viaggio, se è un buon viaggio, inevitabilmente ti cambia, ti arricchisce, ti trasforma. Questa german-trip mi ha lasciato uno splendido bagaglio, innanzitutto il contatto con chi vive quotidianamente in mo(n)di diversi dal mio, poi il toccare con mano un’Europa e un essere europei che al contrario di quanto ci vogliono dare a bere i cugini inglesi è ben più di qualcosa puramente cartaceo. Che dire, dieci giorni intensissimi, autentici e belli. Sarà banale, ma è semplicemente questo. Il calore dei miei fratelli palestinesi, resterà sempre ben più di un ricordo. E come dimenticare le nuove, belle amicizie strette con i miei colleghi-delegates catanesi? Ma loro sopporteranno ancora la mia presenza (magari da sobrio, promesso).
Chiusa la parentesi sentimentale, ultime news da Berlin: è davvero quella gran bella città che dicono. Sarà pure che il tempo è stato meraviglioso, ma l’impressione globale è stata più che buona. Ringrazio Joachim per l’ospitalità (e per le ottime conversazioni) e Thommi per l’ospedalità, ieri notte vedevo due Berlin di quanto ero sonoramente sbronzo. Bello, bello, bello.
Da sinistra: io, Thomas e Joachim
Oggi grande giornata all’insegna del likeminding: il primo Likemind.cat si è tenuto, puntuale, alle 9.30 al Caffé Europa. Presenti (oltre al sottoscritto): Alessio (il primo a postare sull’incontro, vi rimando al suo blog per una dettagliata rassegna), Roberto aka Beltipo, Marco Motta, Claudio, Luca, Gianni, Francesco, Salvatore aka Antirez, Davide aka Davidonzo e Giuseppe aka Terronista. AGGIORNAMENTO: le flickrate di Roberto e Terronista.
Ringraziando Likemind.us per i 25 dollari, Roberto gli mostra pure che cosa c’hanno offerto (e loro che credevano fosse caffé…)
Subito dopo la cara vecchia Facoltà, mi piacerebbe dire "una seconda casa", ma l’orribile verità è che ormai è la prima di casa… ed ecco un omaggio dovuto ai miei compagni di sventura ("le veline", mi hanno praticamente richiesto una pubblicazione, per cui le accontento con una "bella" foto…):
Ed infine, giusto per non far credere (ma solo per quello, eh..) che la vita universitaria non è solo dolori, una foto del Mozaffari e dei devoti (ci vediamo a settembre?) studenti… (ovviamente io sto scattando…)
A volte si accumulano così tante gocce da formare un oceano, e t senti schiacciato ed esaurito. Sono quelle volte che quando ti capita di passare di fretta davanti al monitor e leggere un "tvb" da parte di chi ti conosce bene, è come un miracolo. Il miracolo di una telepatia (quello che ti serve, quando ti serve) che si consuma a dispetto della distanza o del poco tempo che si passa insieme. Ad ogni modo, un’altra piccola tacca sulla cintura è stata aggiunta, e anche questa festicciola è andata. Cosa saremmo senza gli sguardi e gli abbracci delle persone che ci vogliono bene?
La vita è bella.
Anche se a volte ti piscia in faccia.
Amen.