Hanno sgomberato l’Experia. Chi mi conosce sa che ho passato li quasi 2 anni insieme ai meravigliosi ragazzi e ragazze della palestra popolare. Chi mi conosce sa pure che non sono comunista e non ho simpatia per nessuna ideologia o teoria che vede nella lotta di classe un programma politico attualizzabile, né per qualsiasi forma di strumentalizzazione dell’operato di una struttura – l’Experia – che ha prodotto grande ricchezza per la città di Catania.
Allora perché ne scrivo?
Perché sono completamente contrario a quanto è avvenuto all’Experia: lo sgombero è immorale. Forse sarà legale, ma è immorale. E’ immorale per una semplice ragione: la polizia che manganella i ragazzi ha come obiettivo il ripristino della legalità, ma è una legalità formale, una vuota adesione ad un pezzo di carta. E questa scelta immorale è resa grottesca dal teatrino che vedete nel filmato: poliziotti in assetto antisommossa che vanno a “portare lo Stato” in un contesto dove la cosa meno anti-statale che c’é è proprio l’Experia!
L’operato dell’Experia è da difendere. Ma non (solo) da parte dei soliti. Tutto il quartiere avrebbe dovuto scendere in strada a protestare contro l’imbarbarimento. Chiunque a prescindere dalle proprie convinzioni politiche avrebbe dovuto indignarsi. Perché l’Experia è solo un esempio. Un esempio di come in una città che affonda nei suoi stessi escrementi, si vada a guardare la formale pagliuzza senza (volontariamente?) rendersi conto dell’enorme trave.
Catania è solo l’ennesima metafora di un paese che va a fondo giorno dopo giorno, che cerca sconsolato all’esterno le cause di un ineluttabile destino senza rendersi conto che la prima responsabilità dell’attuale condizione l’abbiamo noi tutti e si chiama indifferenza.
Forse è poco o forse no, ma bisogna continuare a dissociarsi vigorosamente da questo schifo. Anche se siamo costretti a viverci in mezzo.

