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Tutti gli articoli su desideri

Artifici Inutili

Costruiamo muri con la speranza che qualcuno li valichi. Facciamo cose per dimenticarne altre. Chiudiamo per bene a chiave verità solo perché speriamo che qualcuno possa trovarle. I tesori più importanti non li conquisti con la punta della spada, ma con quella della vanga. Gli uomini che trovano la loro fortuna non attraversano la folla che li acclama, ma si muovono di notte furtivamente.

Quest’anno ho avuto conferma di una cosa che avevo osservato già anni addietro: se acquisti senza fatica qualcosa, o è rubata a qualcun altro o non è di valore. Senza sudore non si conquista nulla di duraturo.

Costruiamo alte torri in attesa che qualcuno le scali. Rinforziamo le nostre porte solo per misurare la determinazione di chi le abbatte. Ci rendiamo difficili per essere costosi.

Le cose di valore hanno un prezzo alto.

Ma non tutte le cose costose, sono di valore.

Non voglio scoprirti uccidendo draghi, o sopravvivendo a labirinti mortali. Le cose semplici non sono meno difficili delle artificiose. E’ più difficile trovare la tua foglia in un bosco, che dentro un labirinto costruito apposta. E’ più difficile sbucciare l’arancia giusta che perquisire un castello. Sfiorarsi è più difficile che rincorrersi.

I migliori versi d’amore non stanno nei sonetti. Ma sulla punta delle labbra.

Ed è li che è più difficile andarli a prendere.

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 28 del mese 12 dell'anno 2010. 3 commenti — .

Milano di Notte

Oggi (ormai ieri) è stata una giornata che mi ha riservato molte sorprese, principalmente perché non è andata come da programma. Dopo una serie di felici incontri e scoperte sono approdato ad una serata di sana follia, ho ballato su bella musica, fino alla chiusura in una serata dove incredibilmente nessuno si è picchiato con nessuno: tutti li per divertirci.

Alla fine della serata dalle 4 alle 6.10 l’ho passata a piedi per Milano in attesa della metro. Da oltre un anno vivo qui e non mi era mai capitato di esserci all’alba. Da molto tempo anzi non mi capitava di vivere il silenzio della notte.

Le città di notte si trasformano. Prive del brulichio umano diurno che le copre come un vestito adattandosi alle loro fattezze, le città scoprono i propri dettagli, che ne sussurrano poi la vera personalità. I dettagli esattamente come nelle persone, raccontano storie, desideri, sogni. E la notte contrariamente a quanto si tende a pensare, scopre e non copre.

E’ come una persona, inizi a conoscerla quando smette di parlare, quando si mostra a te nei suoi piccoli gesti. Quando puoi guardarla negli occhi per comunicarle cosa provi.

Un paio d’ore camminando mi hanno fatto conoscere Milano meglio di tante parole. Almeno un aspetto dei molti di Milano. Esattamente come per le persone, ogni aspetto è solo uno dei tanti.

Le città di giorno annegano la verità nel rumore e nel movimento, esattamente come io annego le mie verità nascondendole dietro continue ed incessanti parole che mostrano qualcosa solo per celare qualcos’altro. Contraddicendomi, dichiarando di tenere ad altro, nascondendo la foglia di ciò che provo in un bosco di sensazioni volutamente caricate. La notte è verità, perché di notte le parole non hanno valore, perché di notte ci è concesso di cedere all’oscurità il compito di celare e per questo ci scopriamo: tanto il giorno è li dietro l’angolo, inevitabile. E quindi corriamo ad approfittare di un tempo rubato, un tempo sospeso, un tempo sottratto al sogno solo per destinarlo al suo parente più stretto: il desiderio.

E adesso che sono le 7.30, è il momento di dormire: la notte è andata via e la veglia perde di interesse.

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 28 del mese 02 dell'anno 2010. 6 commenti — .

S. Lorenzo

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Una stella che si spegne è un desiderio che si accende. La magia della notte di S. Lorenzo sta tutta qui, nel suo potere di ricordarci quello che desideriamo. Che poi non si avvera certo, o almeno non per via della stella cadente, però il fatto stesso di affannarci a cercare la nostra stella per tirare fuori un nostro desiderio, ci rende di per sé contenti.

Stasera ho passato una bella serata. La cosa che più mi piace è che per la prima volta in vita mia ho faticato a trovare un desiderio da esprimere. Non che non abbia desideri o che tutto vada come io voglio, però ho sviluppato un equilibrio tale per cui mi sento soddisfatto di quello che ho e delle sfide aperte che affronto. Meglio per me.

Poi un piccolo desiderio l’ho espresso, ma resto scettico circa il suo effettivo realizzarsi…

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 11 del mese 08 dell'anno 2009. Un commento — .

Del Volere Tutto senza Ottenere Niente.

Ieri ho assitito ad una performance live di Ludovico Einaudi, il concerto a Catania ha proposto anche brani inediti dall’album che uscirà a Settembre (Nightbook). Davanti a me c’era untale che ha scattato centinaia di foto, restando di fatto impegnato per tutto il concerto in un grottesco tentativo di serbare il momento.

Nella vita ci sono persone che cercano di preservare e conservare i momenti, come il tizio e la sua fotocamera. E facendo questo, di fatto non li vivono neppure, lasciandoseli scappare irrimediabilmente. Questo post è dedicato a tutti coloro che nel tentativo di farsi una foto ricordo, non vivono i momenti che vorrebbero catturare per sempre.

Certe occasioni vanno colte e perseguite al volo, o alimentano solo l’oceano delle possibilità non colte.

Oggi, guardando Saidak, ho deciso di smettere di cercare in una direzione, una cosa che palesemente non è desiderata con reciprocità. Matrimoni

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 4 del mese 08 dell'anno 2009. 6 commenti — .

Volevo la Cuccagna, Ma Era Insipida.

Eppure ne avrei mangiate 100 di cuccagne insipide, ma non ti posso dire il motivo. Anche se, in fondo, secondo me lo sai. Perché mi hai sempre letto con estrema facilità, e questo mi ha sempre fatto sentire nudo ieri e invisibile oggi.

Sento che ho un tappo dentro. Forse lo ignoro da un po’ ed è per questo che la pressione sale. Da un lato ho voglia di parlare, di tirare fuori la delusione degli ultimi mesi, la rabbia che mi ha dato la grinta per andare avanti.

Vorrei soprattutto abbattere questo muro invisibile che mi sta impedendo da un po’ di riuscire a dire alle persone quello che penso di loro, vorrei superare questa impotenza sentimentale che mi fa morire dentro tutte le belle sensazioni che provo, anche se sono di passaggio.

Vorrei riuscire ad esprimere la gratitudine per aver trovato un sorriso che mi scalda e mi tiene impegnato nell’esercizio di accenderlo. Vorrei essere in grado di recuperare un’intimità persa, forse oggi tanto inopportuna quanto desiderata.

Vorrei tornare a sentire le piccole cose, ad ascoltare con attenzione i ritmi più lenti, vorrei tornare a sentirmi quieto dentro. Invece sono bloccato in un viaggio a folle velocità dove l’oggi è solo il passato di domani. E dove l’importante è andare avanti perché dopo un passo falso l’unico modo per restare in piedi è sforzarsi di poggiare ancora i piedi, non importa dove, al costo di una danza butoh. Chi si ferma crolla.

In estrema sintesi per una volta vorrei che qualcuno fosse in grado di rassicurarmi, di farmi penetrare fin dentro le ossa il calore di un abbraccio, e di dirmi “non preoccuparti, per una volta ci penso io e non ti costerà altre cicatrici”. Vorrei sentire davvero l’insostenibile leggerezza dell’essere, invece di trascinarmi il peso altrettanto insostenibile di quello che vorrei evitare di essere per paura di sbagliare o di essere giudicato perdendo le persone che amo.

Non è da me tutto questo. Eppure sono io a farlo. Quindi è da me. Forse ho solo bisogno di abbracciare senza esitare questa sana rivoluzione che mi ha strappato al vecchio. Ho forse ho solo bisogno di tempo per digerire questo nuovo.

Oppure ho semplicemente necessità di scrivere forse, senza sforzarmi per una volta di dare e darmi certezze, di essere responsabile, quello affidabile, quello che sceglie.

Forse è solo il caso di fottermene un po’. Ma non ci riesco ancora.

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 13 del mese 07 dell'anno 2009. 5 commenti — .