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Gli Alberi Nemici del Bilancio

Era invisibile. Prima che scomparisse. Ogni giorno mi offriva ombra tutte le innumerevoli volte che percorrevo il vialetto fino al cancello. Era un albero maestoso. Eppure era invisibile. Sarò passato sotto la sua presenza migliaia di volte senza notarla davvero. L’evidenza della sua assenza la vedo senza aprire gli occhi, grazie al sole non più occultato dallo stormo di foglie assiepate sui rami, in attesa d’autunno. Era un albero antico, come tutti i vecchi richiedeva cura e rispetto. Tagliarlo risparmia al governo locale una rogna e alla collettività una spesa.

Austerità la chiamano. Necessità di far quadrare i conti. Risparmiare su spese non necessarie. Abbiamo delegato la gestione di quello che in comune abbiamo ereditato nel tempo. Ma quando abbiamo iniziato anche a delegare l’interpretazione della parola «necessario»?

Quell’albero una mattina di qualche mese fa distrusse la Punto di mia madre. Perse un ramo, strappato via dal forte vento. Era di scarso valore economico, quell’auto. Ma erano pur sempre quattro ruote in più. Da allora la mia famiglia ha dovuto imparare a farsi bastare un’unica macchina. Austerità.

Eppure questa apparente vendetta dell’uomo sulla natura attentatrice non ha risolto nulla. La mia famiglia non ha l’auto. Il Comune non ha rimborsato il danno (che poteva evitare). Il vicinato ha perso tre alberi. Tagliare gli alberi impedirà che altri rami distruggano altre auto. Una soluzione tanto quanto evitare di uscire di casa impedisca di essere vittima di incidenti stradali.

Siamo nell’epoca dell’Austerità. Non vedo nulla di nocivo nell’evitare di vivere al di sopra delle nostre possibilità. Ma cos’è che questa Austerità ha di diverso rispetto a quella che i miei nonni vissero sulla propria pelle durante e dopo la guerra? Questa austerità è nociva perché non guarda al futuro. Non risolve problemi. Cerca maldestramente di evitarli. Ciò che l’albero tagliato – obelisco eretto a memoria di inettitudine – ci rivela è che il mezzo (il bilancio in ordine) è diventato esso stesso fine.

Qualche albero in meno non è un dramma. Ma cosa mettiamo al suo posto? E cosa faremo con gli alberi in generale? Li taglieremo tutti per evitare la manutenzione?

La sfida dell’Austerità non è l’aumento delle tasse da pagare. Ma le domande che pone: è giusto che le nuove generazioni paghino la condotta scellerata delle precedenti? E ancora: in che mondo vogliamo vivere? Un bilancio in ordine e una città senza alberi sono davvero finalità in cui si dovrebbe esaurire il nostro vivere in comune?

Il sindaco di Catania è appena cambiato. Anche se l’avvicendamento richiama alla mente tutto eccetto la novità: vent’anni fa il nuovo sindaco era per la prima volta davvero «nuovo». Questa è forse l’altra faccia dell’Austerità: rispondere a sfide nuove con i campioni delle soluzioni vecchie. Psicologicamente rassicuranti.

Quell’albero tagliato non è stato sradicato. Solo segato. Un problema non affrontato, solo sterilizzato nei suoi effetti. Ma questa non è una soluzione. Si chiama rifiuto di affrontare la questione. Anche se i suoi rami mi hanno causato un problema, l’albero ha visto molti più decenni di me. Non meritava di essere segato. Solo potato.

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 24 del mese 06 dell'anno 2013. Nessun commento — .

Catania, Mediterraneo

Il mio rapporto con Catania è inevitabilmente di amore e odio. Dico inevitabilmente perché lei è come una vecchia amante, di quelle che ricorderai per sempre perché insieme avete scoperto il vero piacere. Ma anche il colore del sangue. Pensavo a lei qualche giorno fa, in occasione di un concerto vicino casa mia. Un crogiuolo di facce, idee e sonorità che farei sorvolare dall’Enola Gay senza sentirmi in colpa. In fondo – pensavo – la maggioranza di questa città è quella in piazza, non sono io. Una considerazione amara come quando vedi la donna che ami e che ti ha amato, passeggiare felice mano nella mano con un altro, sapendo in cuor tuo che lui è più adatto di te.

Ieri sera poi, cercando verità incollate al fondo di un boccale di birra, fra una invertebratrice di uomini e una lanciatrice di freccette che rifuggono il bersaglio, esce fuori la dittatura della maggioranza e il diritto al dissenso esibito. Un vessillo che oggi è pozzanghera ma che domani potrebbe diventare oceano. Perché in fondo si dovrebbe perseverare a prescindere dal voler convincere gli altri a cambiare posizione. E levando gli occhi sulla città, così in difficoltà, così vecchia, ne scruto i segni della passata bellezza. Come una donna bellissima su cui il tempo, come vento, ha rivendicato luoghi dove baci si sono infranti e su cui dita hanno planato, agili. E così mi sorprendo a pensare che le città – come i libri – si sfogliano dagli angoli, ad ogni giro nelle vie strette e nere si schiude alla vista progressivamente un palazzo, una piazza, un vicolo. Che sono inchiostro vergato sulle vite degli altri. Su una moltitudine di altri, seconda solo alla moltitudine di bollicine che si accalca nel bicchiere di mandarino verde che bevo. Una storia sincera, perché in fondo in questa terra nessuno nasconde nulla: nefandezze e virtù sono tutte stese al sole ad imbrunirsi, sfidando lo sguardo di tutti. Siamo diretti.

E oggi la città continua ad intrufolarsi nei miei pensieri, come l’amante che dopo averti abbandonato vuole ancora saggiare il suo potere con invisibili lacci che tengono i tuoi occhi ancora puntati su di lei. Un post di Eva e il pensiero torna al Mediterraneo, alla confusione e somiglianza dei suoi porti, in paesi distanti eppure parte della stessa invisibile nazione. In cui – mio malgrado – sono nato. Di cui – senza rammarico – ho il sangue. E che mi porto dentro anche sul suolo straniero del nord, che non ha mai conosciuto la benedizione delle onde né il caos delle genti del mare che si scambiano il sangue sul filo della spada o nell’abbraccio delle gambe. Divenendo Popolo. Il Popolo del Mare, seduto sui bordi della sua grande Agorà che è il Mediterraneo.

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 31 del mese 07 dell'anno 2012. Nessun commento — .

Sui Crocifissi Condivido l’Opinione di un Prete

La lettera che segue mi è arrivata via email, l’autore è una persona che stimo e che curiosamente esprime una posizione che condivido al 100% pur partendo da una prospettiva diametralmente opposta. La lettera è una risposta alla decisione del sovraintendente Fiumefreddo di esporre un enorme crocifisso sulla facciata del più grande teatro catanese, il Teatro Massimo Bellini (anche questa decisione è a sua volta una risposta alla sentenza di questi giorni della Corte di Giustizia Europea). (more…)

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 5 del mese 11 dell'anno 2009. 5 commenti — .

Hanno Sgomberato l’Experia e la Cosa ti Riguarda

Hanno sgomberato l’Experia. Chi mi conosce sa che ho passato li quasi 2 anni insieme ai meravigliosi ragazzi e ragazze della palestra popolare. Chi mi conosce sa pure che non sono comunista e non ho simpatia per nessuna ideologia o teoria che vede nella lotta di classe un programma politico attualizzabile, né per qualsiasi forma di strumentalizzazione dell’operato di una struttura – l’Experia – che ha prodotto grande ricchezza per la città di Catania.

Allora perché ne scrivo? (more…)

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 30 del mese 10 dell'anno 2009. 3 commenti — .

Un Nuovo Barcamp a Catania: Arriva il Venture Capitalism

Catania vivrà il secondo barcamp della sua storia (dopo il TrinacriaCamp del 2007) il 29 Aprile 2009. Sto parlando del Working Capital Camp Catania. Questo barcamp è inserito in una serie di 5 incontri, di cui Catania è l’apertura. (more…)

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 12 del mese 03 dell'anno 2009. Un commento — .

Elezioni a Catania

Mattia Serpotta colpisce ancora (via 095).

Ho riso con le lacrime sul finale…

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 21 del mese 06 dell'anno 2008. Nessun commento — .

BlogDinner

Ri-torna, dopo le precedenti edizioni, la cena fra blogger a Catania.

Avete un blog? Volete conoscere nuova gente che parla di blog a più non posso (non solo dai…)? Avete modo di trovarvi a Catania?

Bene, allora DOVETE leggere qui: blogcena.wikispaces.com

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 10 del mese 06 dell'anno 2008. Nessun commento — .

AperitiBlog/BlogBeer: Post

Nella foto (di Lord Zarcon): io, Ispirato e Neon

BlogBeer/AperitiBlog finito. Le considerazioni sono doverose. La prima riguarda in generale l’approccio alla socialità di chi inevitabilmente finisce per passare molte ore davanti al computer. Be’ la balla dell’alienzazione automatica (SE passi più di 2 ore davanti ad un computer ALLORA sei un alienato) è una balla immane. Una ventina di persone (i più delle quali) che non si erano viste mai: ne è venuta fuori una serata superdivertente. La seconda considerazione riguarda i partecipanti. Oltre ai soliti noti Davidonzo, Gianni e Margaret, Terronista, Hecyra, Snapshot83, Salvatore e Alessio, ho avuto il piacere di rincontrare i giovanissimi Gualtiero e Marco, che stanno facendo un ottimo lavoro (per qualità) come blogger (sono un loro lettore assiduo), ho conosciuto Gaetano (simpaticissimo!), rivisto con piacere consueto Martha Peake e MaD, trascorso ore molto piacevoli con i napoli-boys (venuti apposta per l’occasione) Manfrys e …Lord Zarcon. I miei colleghi del trio Neon e Ispirato (accompagnato da Noemi) neppure li nomino che sono una costante…

Grandi assenti: Urban e Beltipo, ma entrambi giustificati.

In compenso Vincenzo Salemme è stato tirato in causa (scusi ci farebbe una foto? Sa che lei ha una faccia conosciuta?)

Qui il video girato da Alessio, e le foto finora pervenute: Manfrys, …Lord Zarcon, Davidonzo, Snapshot83, Terronista, Ispirato.

In attesa dei podcast-intervista di Manfrys

Edit: ecco l’audio!

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 16 del mese 02 dell'anno 2008. Nessun commento — .

BlogBeer Catania

Ho appena finito (leggi: mi sono rotto le palle di lavorarci e la lascio così com’é) la mia pagina-profilo e scrivo queste due righe giusto per portarvi a conoscenza dell’iniziativa che mi giunge da Terronista e Gianni Amato circa la BlogBeer/BlogCena/AperitiBlog (ognuno la sta chiamando come gli pare) di Catania il 15 Febbraio. Incontro aperto ovviamente a tutti i blogger che si trovano a passare (e sarà anche un’occasione per rivedere l’ottimo Manfrys). h.20 Aperitivo all’Etoile d’Or + h.21 Za Paola al Castello Ursino (cena).

Venite copiosi (se non l’avete capito è un invito).

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 7 del mese 02 dell'anno 2008. Nessun commento — .

Consigli per gli Acquisti

Dieci minuti per i consigli per gli acquisti di Mushin.

1) Quest’anno il Teatro Stabile sembra regalare grandi soddisfazioni: lo spettacolo di Lavia, Misura per Misura è stato grandioso ed è valso in sé l’intero abbonamento.

2) Splendida la rassegna Antieroi organizzata da alcuni illuminati studenti ai Benedettini. Gran qualità delle proiezioni proposte e gradevole location (Coro di Notte dell’ex Monastero). Oggi ho fatto la conoscenza dello splendido City of God. Qui i prossimi appuntamenti.

3) Se vi piace la musica non potete perdervi la rassegna (anche questa già iniziata) consueta di Catania Jazz (lunedì il mio primo appuntamento, il terzo della stagione).

4) Se vi piace la danza, sabato-domenica secondo appuntamento a Scenario Pubblico (domenica per me sarà il primo, in prima fila 🙂 ).

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 13 del mese 12 dell'anno 2007. Nessun commento — .