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Esitazione.

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Parole e pensieri esplodono come schegge. Si sforzano di uscire tutte insieme contemporaneamente e si ostacolano a vicenda. Troppa pressione, troppa energia. Cresco in grembo la mia stella danzante.

Continuo ad avere fame e inappetenza insieme, mi sono assuefatto a questa follia. Vado avanti libero. Libero da obiettivi, libero da piani, libero da idee. Non vado neppure avanti perché non c’é un avanti per chi non ha una meta. Mi muovo per muovermi su un ritmo che sento solo io, dentro. Danzo sulle note di una musica sconosciuta che trasforma in conosciuto lo spazio che coprono i miei piedi, come una coperta d’inverno mi poso come neve su nuova terra, la abbraccio ma non mi scalda e turbino come tormenta veloce, ancora, per raggiungere nuovi spazi e nuove occasioni di trovare calore.

L’unica cosa che il sole non scalda è sé stesso, l’unica a non poter vedere la luna di notte è la luna stessa. Ho pianto una vita il dolore dell’insuccesso di voler essere compreso. Di una mano che stringesse la mia esprimendo in uno sguardo un segreto che ha la forma di un posto da chiamare casa.

Ho compreso che il desiderio rende schiavi, impedisce di sentire bene il ritmo, di vedere davvero la persona che hai davanti. La brama di avere impedisce di vivere, la voglia di arrivare ti fa perdere di vista il viaggio. Se ami il vento non puoi fermarlo, perché se lo fermi, non esiste più.

Danzare per danzare, libero dal voler essere qualcosa o voler avere qualcuno. Questà è libertà fine a sé stessa. Abbracciare il mondo senza cercare qualcosa in particolare.

Attraversare muri sbriciolandoli con fragore di Gerico che cade, e invece infrangersi sulla superficie trasparente di uno sguardo che sfida le leggi di natura senza chiedere permesso e si insinua nella mente come una follia verde.

Nuoto invece di inabissarmi, non mi lascerò andare questa volta, è solo il primo pugno e chi riesce a colpirti in faccia facendo breccia nella difesa, non è detto che riesca a sbatterti a terra. Sono ancora qui e ho imparato ormai che la voglia di essere battuto è quella che fa vincere. Anche chi non lo merita.

Mi muovo senza meta attorno a me stesso come un tornado, andando veloce anche una piccola cosa può farmi deragliare. Ma stavolta, stavolta no, non passerò li sperando che mi deragli. Se e quando deraglierò, sarà perché qualcuno ci riesce davvero. I nostri desideri più intimi li buttiamo addosso alle situazioni alla prima occasione, tanta è la brama di vederli realizzati. Così finiamo per l’adattare le situazioni e le persone alle nostre percezioni, anziché allineare le percezioni con le situazioni e le persone che incontriamo sulla nostra strada.

Oggi metto una tacca in più sullo stipite della porta. Qualche centimetro di altezza che è anche un cerchio in più attorno a quello che ho dentro.

Un’esitazione è un punto in cui sei tirato in almeno due direzioni opposte. Non esistono persone senza esitazioni.

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 15 del mese 02 dell'anno 2010. 4 commenti — .

Delirium

Mi sento inquieto. E’ come se la grande energia che mi anima mi stesse controllando. Viaggio veloce, su più fronti, non sento stanchezza ma si sbiadisce anche il piacere.

Non sento freddo, ma neppure caldo. Ho una bramosia e una fame di velocità che è quasi fine a sé stessa tanto non si placa. Voglio, e più ho più voglio. Mi sento come Orlando privo di senno che passa da un albero all’altro sradicandolo, senza posa.

Vago senza una meta, senza la concentrazione, non odo il suono del vento né la goccia di pioggia sulla pelle. Nulla mi placa, nulla mi rilassa. Nella mente sempre e solo i prossimi traguardi, le prossime mosse, le prossime battaglie. E stranamente più vado avanti più questa fame si accresce senza essere appagata.

E’ un momento davvero strano che non ho mai vissuto prima. E’ come se fossi esploso senza una direzione. Sono diventato cacofonico, scoordinato, incapace di fermare la mente. Ho troppa energia dentro e più la impiego più si accresce.

Non so neppure se sia un bene o un male. So solo che voglio mangiarmi il mondo e sento tutti così pateticamente lenti, piatti, distanti.

Mi sto perdendo nel mio isolamento emotivo.

Questa mia ovatta che mi impedisce di sentire emozioni non è nuova, sono periodi più o meno prolungati che passiamo tutti. Di solito però l’ho vista associata all’assenza di energia, ad uno svuotamento. Mai finora ad una esplosione. E mi fa temere che con tutta questa energia io possa sostenere un’isolamento che anziché essere una condizione subita è invece una barriera attiva. So che la chiave di volta di questi periodi sono spesso le persone che incontri o che ti stano accanto, che sono in grado di sbilanciarti emotivamente, di interrompere il tuo loop, di violare il tuo isolamente mentale ed emotivo. Ma al momento travolgo tutto quello che tocco e niente mi scalfisce. E godo effimeramente dell’inconsistenza di tutto quello che si frantuma venendomi contro.

Quale nuova forma di cambiamento creativo la vita mi imporrà? Quale nuova bastonata educativa mi riassesterà? Giochiamo.

Le mie dita hanno dato corpo a questo pensiero il giorno 3 del mese 02 dell'anno 2010. 2 commenti — .